Una ragazza nigeriana di 28 anni.

Evidenti problemi psichici e un malessere che le spacca il cuore.

E’ stata protagonista di due episodi di violenza a Latina nell’arco di pochi giorni.

Il primo al pronto soccorso del Goretti.

Il secondo, dopo essere stata rilasciata, in pieno centro a Latina.

Il risultato è che per lei è scattato il trattamento sanitario obbligatorio.

Insomma è in ospedale.

La domanda che dovremmo tutti porci è poi che ne sarà di lei?

Una volta dimessa dall’ospedale cosa le accadrà, quale sarà il suo destino?

Nessuno sa rispondere a questa domanda perchè non esiste un sistema in grado di supportarla e creare quella rete di assistenza e protezione di cui persone come lei necessitano.

Ci lamentiamo dell’invasione degli stranieri nelle nostre città.

Parliamo di allarme sociale, ma di fatto a parte dire “fuori tutti dall’Italia” non stiamo facendo nulla per evitare che episodi come questi si verifichino.

Dire che “devono tornare alloro Paese” è solo un modo per rimuovere un problema che esiste e che tocca ciascuno di noi da vicino.

Le persone, qualunque sia il colore della loro pelle, non sono oggetti che se non ci piacciono possiamo nascondere dietro un bel vaso di fiori.

Sono fatti di carne, sangue e sentimenti.

Non meritano di essere sbattuti da una parte all’altra, ospedale o carcere che sia, perchè non sappiamo, chi governa questo paese ieri, oggi e domani, non sa, come gestire il fenomeno dell’immigrazione.

Continuiamo a spostare queste persone da una parte all’altra come se fossero pacchi e questo in un Paese civile non dovrebbe accadere.

Giudichiamo, critichiamo, puntiamo il dito anzichè tentare di risolvere e gestire quella che è e resta, purtroppo, un’emergenza.