La provincia di Latina tra i “territori inclusivi” di Refugees Welcome

Refugees Welcome è ora presente anche nella provincia di Latina grazie ad un gruppo di volontari che ha, da qualche mese, deciso di supportare cittadini e rifugiati nel loro percorso di condivisione e convivenza.

L’associazione fa parte del network europeo, fondato a Berlino e ora attivo in 15 paesi, che dal 2014 ha come obiettivo la promozione di un cambiamento culturale e di un nuovo modello di accoglienza. Quello dell’ospitalità in famiglia, infatti, è il modo migliore per facilitare l’inclusione sociale, ma soprattutto per combattere pregiudizi e timori.

Da novembre 2020, grazie a Roberto Niccolo, che ne ha assunto il coordinamento, anche la provincia di Latina può essere annoverata tra i territori “inclusivi” d’Europa.

In pochi mesi, e dopo un periodo di formazione e costruzione, il gruppo sta iniziando a raccogliere i frutti avviando le prime convivenze sul territorio. Contemporaneamente è sempre attivo nella costruzione della rete, nella ricerca di nuovi attivisti interessati a supportare e contribuire al progetto cercando nuove famiglie interessate a contribuire alla costruzione del percorso di inserimento nel nostro paese di chi è costretto a staccarsi dai propri legami e dalla propria cultura. Lasciare, insomma, i luoghi di origine per affrontare viaggi rischiosi e iniziare una nuova vita completamente nuova, sconosciuta e nella totale incertezza.

“Nessuno riconoscerà mai che il loro è un gesto definitivo che ha eguali soltanto nello sforzo della nascita. Se arriveranno vivi in Europa, li chiameranno addirittura disperati. Anche se sono tra i pochi al mondo ad avere ancora il coraggio di giocarsi la vita carichi di speranza”, tiene a sottolineare Manuela Arcieri, assistente sociale di professione, tra i sette attivisti che per ora operano tra il sud pontino e il comune di Latina con l’intento di espandersi.

“Questo sentimento di speranza e di fiducia nei confronti della nostra comunità – continua Arcieri – nasce dalla convinzione che sia possibile proporre un modello di accoglienza basato su una visione diversa di ciò che si intende spesso oggi con la parola integrazione, ponendo quest’ultima in un’ottica di scambio e non di mera assimilazione”.

“L’accoglienza in famiglia, infatti, dona ampie opportunità ai ragazzi che escono dai percorsi istituzionali e che non hanno potuto ancora raggiungere una piena autonomia di vita, ma in altrettanto modo arricchisce senza eguali il nostro vissuto, la nostra cultura, in un’ottica di un vero e proprio scambio interculturale” continua Niccolo.

Come funziona Refugees Welcome?

I destinatari delle coabitazioni sono individuati e selezionati sia tramite candidatura spontanea sul sito sia attraverso segnalazioni dei servizi sociali e profilati sulla piattaforma di Refugees Welcome. In particolare, sulla piattaforma è possibile: costruire account dedicati, redigere un diario di progetto che tenga traccia dell’evoluzione della convivenza, permettere la candidatura di persone disponibili alla convivenza o che vogliano mettere a disposizione un appartamento. Durante la fase di convivenza, personalizzabile, i volontari di Refugees Welcome Italia Onlus attivano un monitoraggio e un’assistenza continua sia in remoto, tramite call e telefonate, sia attraverso visite in loco al fine di assicurare il buon andamento della coabitazione, sostenere i destinatari, risolvere situazioni di crisi.

Tra i destinatari, una particolare attenzione è dedicata al matching tra anziani soli e rifugiati che ha dato ottimi risultati in altre parti d’Europa e d’Italia. Un modo diverso di assicurare agli anziani la possibilità di continuare a partecipare alla produzione di valore sociale.

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