La partita a scacchi del Quirinale: mosse e contromosse di leader e dissidenti

di Francesco Miscioscia – Quella per l’elezione del Presidente della Repubblica è una partita a scacchi. Un thriller condito da colpi bassi, rotture, strategie per spodestare il rivale e trame per conquistare potere. Il nome del prossimo Capo dello Stato sembrava in procinto di essere tirato fuori dal Patto del Nazareno. Ma ecco lo stratega Renzi: tirare dal cilindro il nome di Sergio Mattarella. E’ bastato solo pronunciarlo per far scattare l’ira di Silvio Berlusconi e di Forza Italia, almeno di quella parte del partito fedele al Cav.

“E’ un nome non condiviso” hanno urlato in molti riferendosi al fatto che Mattarella non fosse stato scelto in accordo tra il premier e il leader azzurro. Ma dietro la scelta del costituzionalista, ex deputato DC, c’è uno stratagemma di Renzi per fare lo sgambetto al socio-rivale Berlusconi.

Mattarella, appunto ex democristiano, ma legato comunque al centrosinistra, è un nome che può andar bene anche a Bersani. Addirittura Vendola … Continua a leggere su Marketicando.

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