di Daniela Pesoli – Due aziende manufatturiere del sud pontino sono pronte alla riconversione per produrre materiale sanitario, soprattutto dispositivi di protezione individuali.

Sono la startup Terra mia di Lisa Tibaldi, con sede a Santi Cosma e Damiano, e la Gemir confezioni di Maria Marconi di Priverno, che hanno aderito al progetto di filiera messo in campo da Cna Federmoda.

“Ormai – afferma Antonello Testa, direttore di Cna Latina – appare purtroppo sempre più evidente che la durata di questa emergenza sanitaria durerà ancora per molto tempo e con questa consapevolezza dobbiamo iniziare a guardare al prossimo futuro per guadagnare nuove fette di mercato”.

La Cna di Latina, pertanto, con il progetto messo in campo da Cna Federmoda insieme ai partner Uni, Bureau Veritas e Sistema Moda Italia, invita le altre aziende del settore manifatturiero del territorio a valutare l’opportunità di riconvertirsi per produrre dispositivi di protezione individuale.

“Il progetto, che nella nostra provincia è curato da Lisa Tibaldi – continua Testa   – ha visto la costituzione di una cabina di regia nazionale che è a disposizione delle imprese interessate per tutte le informazioni necessarie a valutare la riconversione dell’azienda o di un ramo produttivo della stessa oltre a favorire accordi di filiera e collaborazione”.

Tra i dispositivi realizzabili, ci sono quelli sottoposti all’autorizzazione dell’Istituto superiore della sanità per il materiale chirurgico o dell’Inail e quelli ad uso comune per la protezione individuale che non necessitano di particolari certificazioni.

“Il decreto legge “Cura Italia” – conclude il direttore di Cna Latina – ha introdotto proprio alcune disposizioni che prevedono la possibilità per le imprese di produrre i dispositivi, accorciando i tempi e semplificando la verifica del rispetto della normativa vigente che solo per dispositivi medici non è superata e resta in vigore. Naturalmente siamo a disposizione di tutte le aziende del territorio per adesioni e informazioni”.