mercoledì 17 Aprile 2024
spot_img

La madre di Formia e anche il cielo è crollato

Non so che viso avessi, ma ti incrociata nel pianto inaspettato di una amica che ti aveva conosciuto. Strano il dolore, ti giunge da lontano e non è meno dolore. Come un vorace pesce predatore che cancella ogni vita, così è stato. Ora quel mostro era un camion e la preda la tua vita. Ingiusto come quel pianto che mi ha segnato, che segna. Siamo fatti non di nervi e carne, vene e sangue, ma di legami che quando si spezzano ci fanno niente, ci lasciano al peggiore dei destini a cui siamo destinati, la solitudine. La solitudine, Francesco Guccini ha dato il suo analogo tormento in una canzone con cui iniziava i suoi concerti, in cui io ho iniziato a sentire i concerti:

“Lunga e diritta correva la strada
l’auto veloce correva
la dolce estate era già  cominciata
vicino a lui sorrideva
vicino a lui sorrideva.
Forte la mano teneva il volante
forte il motore cantava
non lo sapevi che c’era la morte
quel giorno che ti aspettava
quel giorno che ti aspettava
non lo sapevi ma cosa hai provato
quando la strada è impazzita
quando la macchina è uscita di lato
e sopra un’altra è finita
e sopra un’altra è finita.
Non lo sapevi ma cosa hai pensato
quando lo schianto ti ha uccisa
quando anche il cielo di sopra è crollato
quando la vita è fuggita
quando la vita è fuggita”

La vita fugge sempre, e questo è la vita, ma quando fa in fretta, troppo in fretta, quando si dimentica di dare il tempo del respiro che serve alla speranza, è dolore infinito, indefinito, dolore che nessuna ragione spiega, e nessuna pietà consola.

Lunga e diritta… anche il cielo sopra è crollato

Lidano Grassucci
Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

CORRELATI

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img