La segnaletica sperimentale adottata dalla giunta Coletta nei pressi di alcune scuole ha scatenato un putiferio.

Prima la nota inviata al ministero sulla effettiva possibilità di installare delle fioriere di cemento a restringere la carreggiata in barba al codice della strada.

Poi, ad alzare la voce arriva la politica che, senza mezze misure, definisce uno scempio le installazioni effettuate.

“Lo scempio dei pozzetti per fognature utilizzati a corredo dell’arredo urbano nella nuova Zona 30 voluta dall’amministrazione Coletta, ci spinge nostro malgrado ad intervenire sul tema più generale del decoro urbano a Latina. Una città di Fondazione, che merita – spiegano il coordinatore comunale della Lega a Latina, Armando Valiani, e i consiglieri comunali, Massimiliano Carnevale e Vincenzo Valletta – ben altro rispetto a quello che i nostri amministratori sono stati in grado di offrire alla nostra comunità in questi tre anni di governo segnati da inciampi ed errori clamorosi come ad esempio i pomodori coltivati nelle fioriere della Ztl in piazza del Popolo”.

E meno male che “abituatevi al bello” era uno degli slogan della campagna elettorale del sindaco Coletta.
La città è un colabrodo, tra strade rattoppate alla meno peggio, e un decoro che è tutto da scovare.
“A questo – aggiungono gli esponenti della Lega – potremmo aggiungere le scuole aperte a singhiozzo con lavori eseguiti nelle modalità e nei tempi che hanno creato maggior disagio a studenti e famiglie, cassonetti dei rifiuti traboccanti di immondizia e un decoro urbano tutt’altro che all’altezza delle promesse fatte in campagna elettorale. Latina merita di meglio e di più, fosse anche una classe di amministratori che abbia a cuore la sua storia e la sua peculiarità”.
Insomma la sperimentazione un risultato lo ha ottenuto, ha scatenato un putiferio.
“Chiediamo – concludono – a questa amministrazione di rimuovere lo scempio che è sotto gli occhi di tutti e di prestare in futuro più attenzione a quanto viene sbandierato ai quattro venti come scelta di civiltà e che invece si rivela un vero e proprio boomerang in termini di immagine per Latina e i suoi cittadini”.