giovedì 8 Dicembre 2022

La Lega e la sindrome di Napoleone

“Adesso contiamo qui, siamo in venti, non vorrei che l’anno prossimo, al primo anniversario della vittoria fossimo in duemila”, così recitava Totò nell’interpretare Napoleone Bonaparte.

E nei panni di Napoleone questa volta c’è Claudio Durigon che a forza di assoldare nuovi aderenti alla Lega rischia di avere un prossimo anniversario della vittoria quanto meno affollato.

La Lega sulla scia della locomotiva Salvini è diventata l’oggetto di desiderio di tutti i voltagabbana in servizio permanente effettivo. Quelli che fanno politica sempre per stare con i vincitori. Eppure la Lega non ha bisogno di questa roba ma potrebbe giocarsi la partita di una nuova classe dirigente. 

Invece sta adottando il modello dello sfasciacarrozze assemblando pezzi più o meno buoni di automobili vecchie che non produrranno mai una machina nuova.

La Lega in provincia di Latina rischia di essere una riproduzione degli sfigati di AN, degli orfani di Michele Forte nostalgici del potere DC e non della DC e di qualche ambizioso al servizio solo della sua ambizione.

Il nuovo sa così tanto di antico, anzi sa di vino andato in aceto. 

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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