“Pure a nasce cane ci vo fortuna” dicono da queste parti. Quando estromisero le suore di Borgo Carso la protesta si limitò “all’invettiva” parafrasando De André sulle comari di un paesino. E quei “coloni” del Carso furono lasciati a lamentarsi, senza suore. Ora? Per San Marco e le sue suore sorge Gasparri, il Fatto Quotidiano e…
Il nodo al Carso non era diverso, ma il Carso sta lontano, non è romantico, è da “scuola rurale”, il centro no. Su queste colonne abbiamo difeso laicamente le suore e la loro presenza, non perché “insegnassero religione”, ma perché erano la radice di una comunità, al Carso come a San Marco, a Borgo Faiti come a San Marco. I principi si difendono quando è difficile, per evitare l’impossibilità di farlo quando diventano inevitabili le conseguenze. E lo avevamo fatto anche quando ad andarsene furono le suore stesse a Latina Scalo e la allora giunta di centrodestra “accolse passivamente” quell’impoverimento della comunità.
“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare” , recitava così un sermone del pastore protestante Martin Niemoller sul silenzio davanti al totalitarismo all’inizio del secolo scorso. Certo il caso è diverso, il mondo è diverso, ma la necessità di difendere i valori è la medesima, e il male dei puri contro gli impuri è problema non di ieri.
Non ho il dono delle Fede, e me ne dispiaccio, ma ho l’amore della libertà che si alimenta nelle differenze, anche nelle differenze da me. Non sono andato a scuola dalle suore, credo che la formazione dei giovani sia compito laico dello Stato, ma senza le differenze io che ho liberamente scelto la scuola statale mi sentirei “costretto” alla scuola statale.
Le scuole del Comune sono ricchezza in aggiunta delle altre, nelle scuole del Comune le suore sono ricchezza in aggiunta delle altre maestre, a me piace aggiungere non sottrarre.
Abbiamo difeso le suore del Carso, quelle di Borgo Faiti e quelle di San Marco e le altre non per affermare supremazie ma “diversità meravigliose amate da Allah” come direbbero i musulmani. E per avere diversità occorre anche avere radici, ed è vero quelle suore sono pezzi di radici.
Ben vengano i difensori delle suore, ma spero siano nella onesta di difendere valori, noi lo siamo per la libertà e la libertà delle suore è la nostra, come quando pretendevano loro e e preti “l’esclusiva” ed eravamo contro. Amante difficile la libertà.





