Se non ci sono gli dei fanno guerra gli eroi, se non ci sono neppure quelli restano giocatori i mediocri. Abbiamo cancellato i partiti e la politica con le sue regole maschie e dure, e ora giocano quelli che restano. Giocano quelli che quando stanno in difficoltà chiamano la mamma, quelli che fanno la spia. Io ero rivoluzionario a 20 anni, oggi ne ho quasi tre volte e non sono confidente della polizia, per dirla alla Pietro Nenni.

La città è dentro un clima incredibile in cui chi la dovrebbe raccontare la vorrebbe fare, chi la dovrebbe descrivere la vorrebbe salvare. Una guerra tra organi di informazione che ha una unica vittima, l’informare. Informare, formare insieme. Il tutto sulla esistenza o meno di un avviso di garanzia per sindaco e giunta che per i moralisti, in servizio permanente effettivo, è condanna, per i ricercatori del male è contaminare chi pure ha detto ciao al sindaco divenuto Lucifero. E chi dissente: peste lo colga, non è figlio di Maria.

Una città bambina dove i protagonisti a Borgo Piave stanno all’estero, a Sezze sono già in un altro continente. Permalosa gente a parlare di niente: da Redi in poi ogni atto sull’urbanistica ha aperto inchieste, verifiche e… niente, ma si continua e dopo che sono passate quasi 10 giunte il dubbio che siano sbagliati, non i comportamenti degli amministratori, ma le norme mi viene. Non perdono nulla a Damiano Coletta che del moralismo ha fatto bandiera ed ora ne è vittima, ma non posso non vedere un “machismo” giornalistico che rivendica l’esenzione anche dal dubbio. Noi non abbiamo la verità, non l’hanno i colleghi de Il Messaggero, e neppure quelli del web, per tacere di tv e radio, ma dall’elenco non è esentato il giornale in cui a lungo ho lavorato, Latina Oggi, che è uno dei tanti e non il solo e la sua verità è vera quanto quella altrui. Un giro di modestia ai mediocri che siamo non farebbe male.

Detto questo ciascuno faccia il suo e chi è permaloso si arrangi,personalmente faro il sindaco di Latina, quello di Sezze, di Sermoneta e non escludo ambizioni per Priverno, in tutto questo non ci trovo niente di male, perché per stare al mondo devi stare al gioco del mondo. Se sarò sindaco di Latina? La chiamerò Sezze di piano già Piscinara. E ridete, Hitler non rideva.