Garanzia Italia per il factoring, misura prevista dal c.d. Decreto Liquidità (DL n. 23/2020) per sostenere attraverso la garanzia di Sace e la controgaranzia dello Stato, la continuità operativa e la ripartenza delle attività economiche e d’impresa danneggiate dall’emergenza Covid-19, è finalmente operativa.

Le operazioni di factoring si sono quindi affiancate a quelle di finanziamento previste dal decreto come interventi a sostegno della liquidità delle imprese che possono beneficiare delle garanzie di Stato.

Le linee di credito dovranno essere destinate a sostenere attività in Italia, tra cui capitale circolante e investimenti. In questo modo è ulteriormente rafforzata la linea di interventi contro la “stretta del credito” da parte delle banche ai danni delle imprese, grazie alla valorizzazione dello smobilizzo dei crediti commerciali già vantati da queste ultime.

FACTORING E CESSIONE DEL CREDITO

In un periodo storico in cui le imprese hanno sempre più necessità di supporto finanziario il factoring è uno degli strumenti più idonei per aiutare quelle aziende che lavorano con altre imprese o con la Pubblica Amministrazione.

Negli ultimi anni il ricorso a questa forma di finanziamento è aumentato in modo importante, rivelandosi una risorsa strategica per le aziende che lavorano nel B2B e hanno difficoltà ad ottenere il pagamento delle fatture.

Il factoring, infatti, permette di ottenere liquidità immediata con cui affrontare il mercato in modo sereno, soprattutto nei settori in cui la dilazione dei pagamenti è tra i fattori più critici.

Con un contratto di factoring, un’impresa che vanta un credito (magari perché ha fornito un servizio o un bene ad un cliente, ma non ha ancora incassato il relativo pagamento) lo può cedere a una società specializzata in cambio di liquidità immediata.

La società specializzata (factor) si farà carico di recuperare quel credito e tratterrà una commissione per il servizio.

Grazie al factoring, è possibile programmare i flussi di denaro e gestire l’intera attività in modo efficace e puntuale. Potendo contare sull’anticipo della fattura, infatti, sarà possibile pagare i fornitori e investire nell’attività dell’impresa senza incorrere in sofferenze, causate dai ritardi nei pagamenti dei clienti.

COME FUNZIONA IL FACTORING?

Il contratto di factoring coinvolge tre diversi soggetti:

  • il cedente, ovvero l’impresa che vanta un credito nei confronti di un’altra azienda o della Pubblica Amministrazione, a fronte della fornitura di beni o servizi;
  • Il ceduto, ovvero l’azienda debitrice;
  • Il factor, che anticipa liquidità al cedente a fronte della cessione del credito commerciale.

Il contratto di factoring è conveniente per l’azienda per la possibilità di poter contare sul pagamento immediato della fattura e quindi su liquidità certa e immediata. Il credito anticipato grazie al factoring, infatti, può essere utile all’impresa per rimborsare a sua volta debiti in essere, ma soprattutto per finanziare lo sviluppo commerciale dell’impresa.

In base al soggetto che si fa carico del recupero del credito (il factor o il cedente), il factoring si divide in pro soluto e pro solvendo. In base alla modalità scelta dall’impresa, anche i costi cambieranno.

IL FACTORING PRO SOLUTO

Il factoring pro soluto è uno strumento che permette all’azienda di cedere un credito per ottenere liquidità immediata e, allo stesso tempo, tutelarsi dal rischio di insolvenza del cliente ceduto.

Come funziona? Il factor si occupa in toto della riscossione del credito, l’azienda cedente non avrà problemi di flussi di cassa, in quanto il pagamento della fattura sarà anticipato.

In particolare, chi usufruisce di questo strumento può contare su vantaggi importanti che lo aiuteranno ad avanzare con l’attività quotidiana dell’impresa, tra cui:

  • la cessione del rischio di insolvenza al factor;
  • il rafforzamento della propria struttura patrimoniale;
  • la disponibilità di liquidità immediata con cui far fronte alle esigenze dell’azienda;
  • l’esternalizzazione dell’intero processo di gestione del credito;
  • la riduzione dei costi amministrativi dei crediti ceduti.

Nel caso di aziende che applicano i principi contabili IAS/IFRS o US GAAP, è possibile cancellare dal bilancio i crediti ceduti al fine di mantenere determinati standard di rotazione dei crediti, di indici di liquidità o di incidenza del capitale circolante sul totale dell’attivo. Questa procedura prende il nome di factoring pro soluto IAS compliant e si verifica con l’integrale trasferimento del rischio di credito del ritardo dei pagamenti al factor, semplificando la contabilizzazione del factoring pro soluto per l’azienda cedente.

IL FACTORING PRO SOLVENDO

Il factoring pro solvendo è uno strumento che permette all’azienda cedente di mantenere la titolarità del credito e di ottenere una liquidità maggiore da parte del factor, assumendosi però la responsabilità nel caso di mancato pagamento da parte del debitore. In questo caso, la società di factoring si limita a gestire l’incasso e l’amministrazione dei crediti vantati.

In altre parole, l’istituto specializzato è disposto ad anticipare il credito all’impresa cedente ma nel caso di insolvenza del soggetto verso cui vanta il credito, l’impresa dovrà restituire l’importo anticipato.

Sono comunque molti i vantaggi che l’azienda cedente può ottenere da questo tipo di factoring, tra cui:

  • lo smobilizzo del credito commerciale e l’immediata disponibilità del capitale;
  • il miglioramento dell’afflusso della liquidità di cassa;
  • l’ottimizzazione del flusso dei pagamenti e degli impieghi di brevissimo periodo;
  • l’aumento della competitività sul mercato.

In quest’ottica, l’accesso al factoring pro solvendo è agevolato per le aziende che lavorano prevalentemente con imprese virtuose o che hanno provveduto a stipulare un’assicurazione contro i clienti insolventi.

PRO SOLUTO O PRO SOLVENDO?

La differenza tra factoring pro soluto e pro solvendo riguarda il soggetto che si fa carico del rischio di insolvenza: il factor nel primo caso, l’azienda cedente nel secondo. Non è comunque questa l’unica differenza che guida la scelta tra pro solvendo e pro soluto. Le due tipologie di factoring, infatti, si differenziano anche in base all’urgenza con cui l’azienda ha bisogno di liquidità.

Nel caso in cui un’azienda scelga di affidarsi al factoring per svincolarsi dalla riscossione del credito, la soluzione ideale è il factoring pro soluto, mentre il factoring pro solvendo risulta più efficace per le aziende che hanno bisogno di ottenere liquidità in breve tempo, proprio perché non viene ceduta al factor la titolarità del credito.

MATURITY FACTORING: COS’È E COME FUNZIONA

Tra le varie tipologie di factoring va menzionato anche il maturity factoring, un servizio accessorio rispetto alle classiche operazioni dei contratti pro solvendo e pro soluto che consente all’azienda di cedere al factor la gestione dei crediti. In questo modo l’azienda potrà contare sulla certezza dell’incasso entro la data concordata con il debitore.

Il factor, quindi, versa una somma di valore pari ai debiti ceduti al creditore, per poi occuparsi direttamente della loro riscossione con il debitore. In questo modo il debitore ceduto otterrà un’ulteriore dilazione nel pagamento del debito rispetto alla data di scadenza concordata con l’azienda cedente. Dovrà poi risarcire del debito la società di factoring, attraverso il pagamento del debito maggiorato degli interessi.

Questa operazione presenta vantaggi per entrambe le aziende coinvolte: grazie al maturity factoring l’impresa cedente avrà la garanzia di rientrare in possesso dei propri crediti alla scadenza prevista e il debitore otterrà invece una maggiore flessibilità nei tempi di pagamento.

A livello contabile, il credito ceduto con opzione maturity factoring viene cancellato dalle scritture soltanto nel momento dell’incasso della somma dovuta.

FACTORING DIRETTO E FACTORING INDIRETTO

Tutte le tipologie che abbiamo analizzato finora rientrano in quello che viene definito factoring diretto e che si verifica ogni volta in cui è il creditore a dare avvio alle operazioni di cessione del credito. Si parla invece di factoring indiretto, infatti, quando è il debitore ad intraprendere la via del factoring per saldare un debito. È una tipologia contrattuale solitamente rivolta a grandi aziende o alle Pubbliche Amministrazioni abituate a lavorare con fornitori di medie e piccole dimensioni. In questo caso le aziende debitrici scelgono di ricorrere al factoring indiretto per evitare che le aziende creditrici possano incorrere in difficoltà economiche a causa dei ritardi nei pagamenti.

REVERSE FACTORING

Il factoring indiretto è spesso conosciuto anche come reverse factoring, cioè una particolare tipologia di contratto di factoring che permette di smobilizzare i crediti di fornitura a partire dalla richiesta dell’azienda debitrice. Il factor stipulerà una convenzione con tutti i fornitori coinvolti e potrà così anticipare i crediti di fornitura.

Il reverse factoring può avvenire sia con la modalità pro solvendo, sia con la modalità pro soluto. L’accordo con l’azienda di factoring, inoltre, può prevedere l’anticipo dei crediti o il loro accredito alla naturale scadenza di pagamento. In questo caso, il fornitore incasserà immediatamente il credito mentre l’azienda debitrice potrà contare sulla dilazione del pagamento.

Questo tipo di factoring, quindi, risulta vantaggioso per tutte le aziende coinvolte.

Le aziende creditrici, infatti, possono:

  • cedere la gestione di parte dei crediti;
  • ottenere liquidità in tempi ridotti e a costi contenuti;
  • beneficiare della garanzia della formula pro soluto, qualora il contratto lo preveda.

L’azienda debitrice, invece, può godere i vantaggi del reverse factoring attraverso:

  • la cessione della gestione dei pagamenti verso i fornitori;
  • la semplificazione della gestione dei rapporti con i fornitori a livello amministrativo;
  • la possibilità di agevolare i propri fornitori e sostenerli finanziariamente, assicurando loro un flusso di pagamenti costante e sicuro;
  • la possibilità di dilazionare in tutto o in parte i pagamenti, nel caso in cui il contratto lo preveda.

REVERSE FACTORING EVOLUTO

Oltre al reverse factoring tradizionale esiste anche una tipologia di reverse factoring evoluto che permette di erogare il credito all’impresa creditrice in presenza di informazioni operative precise e dettagliate (ad esempio dati sulle performance operative o di sostenibilità dei fornitori), a fronte di un minor rischio e di una riduzione del costo del finanziamento. Questa tipologia di factoring si appoggia ad una piattaforma tecnologica sui cui transitano le fatture e che permette al fornitore di selezionare quali fatture far scontare.

IL FACTORING INTERNAZIONALE

Il factoring non è una possibilità di finanziamento rivolta soltanto alle aziende italiane che lavorano con altre aziende sul territorio nazionale, bensì è possibile anche per imprese che lavorano con l’estero, sia come fornitrici, sia come clienti. In questi casi, quindi, si parla di export factoring e di import factoring.

Si parla di export factoring quando un’azienda che risiede in Italia è fornitrice di un’impresa debitrice che risiede all’estero. Attraverso questo strumento di finanziamento è possibile cedere i crediti vantati verso un cliente estero ad una società di factoring a cui verrà affidato l’incasso del credito e che anticiperà liquidità all’azienda esportatrice.

La seconda tipologia di factoring disponibile per le PMI che lavorano con l’estero è l’import factoring per aziende che importano beni e servizi da altre nazioni. In questo caso, infatti, il fornitore è un soggetto che risiede all’estero e opera con debitori italiani. Sarà direttamente l’azienda straniera che lavora con PMI italiane ad attivare il contratto di factoring per ottenere l’anticipo del credito vantato. Il factor, poi, potrà curare l’incasso dei crediti con modalità pro solvendo o pro soluto, in base al soggetto che si farà carico del rischio di insolvenza da parte dell’azienda italiana.

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