Salvatore De Meo si presenta, corre… concorre, alle elezioni europee di maggio per Forza Italia, è il sindaco di Fondi al secondo mandato. Si presenta a Latina, meglio presenta la sua candidatura, padrini Alessandro Calvi e Giuseppe Simeone. La sala dell’Hotel Europa è piena. Visto da in fondo il tavolo è come affardellato di cose, di risposte e di domande. Fare gli europeisti in tempo di scorciatoie sovraniste è difficile, stare in un partito “liberale” in un mondo che della libertà ha perso cognizione è difficile. De Meo si “becca” due sfide controtempo in una elezione sola. Come spiegare che l’Europa è opportunità se ti urlano nell’orecchio che è matrigna, che è cattiva?

Come argomentare: se non stiamo insieme siamo niente nel mondo davanti a giganti demografici come Cina, India e anche la Russia? Esiste un centrodestra della ragione, del partito popolare europeo che è, però, afona davanti alle grida di Salvini. Facile stare con Forza Italia quando era facile per Forza Italia, ora è diverso ora metterci la faccia non è scontato. Non è scontato citare il manifesto di Ventotene di Spinelli in un mondo che conosce solo gli spinelli, o pensa che si parli di spine fini ma, comunque, ingiuste. Salvatore De Meo è amministratore, pragmatico porta ad esempio la sua città, la sfida di una ricostruzione. In sala ci sono Eleonora della Penna, ex sindaco di Cisterna e presidente della provincia, Giovanna Miele e Giorgio Ialongo consiglieri di Forza Italia: Cosimino Mitrano sindaco di Gaeta, Bruno Creo, Enrico della Pietà, Fausto Furlanetto tutti ex consiglieri comunali di Latina, Maurizio Lucci, il coordinatore regionale dei giovani di Forza Italia Christian Chiumera, il senior provinciale Giorgio Loddo.

Una sfida mica scontata, ma di scontato nella vita in politica non c’è mai nulla come Juventus-Aiax insegnano.