post collega autista aggredito a Priverno
Il posto della collega dell'autista aggredito

Sta diventando virale il post di una collega dell’autista di bus di Priverno colpito da un passeggero nigeriano a seguito di una brusca frenata. Il clima si sta esasperando, la collega dell’autista vittima dell’aggressione lamenta che l’aggressore continua, come se nulla fosse accaduto, a viaggiare sui mezzi pubblici, e denuncia la sensazione di impunità che questo trasmette e di conseguenza insicurezza per i passeggeri e il personale della azienda trasporti del comune di Priverno. Il sindaco di Priverno, Anna Maria Bilancia, aveva già espresso la sua vicinanza al personale viaggiante. Ma? Ma il clima che monta, la paura diffusa, e la non risposta a evidenti problemi di paura sta innescando una situazione esplosiva. La mancanza di ragionevolezza negli interventi non giova alla convivenza. E l’esasperazione avviene tra la gente comune, quella che prende il bus, che si sente schiacciata tra una sensazione di indifferenza delle istituzioni da un lato e dal richiamo di messaggi politici razzisti, e di giustizia fai da te. Manca la scelta ragionevole, quella razionale che sanziona comportamenti prepotenti evitando scorciatoie pericolose. Ed il problema è evidente nella denuncia della autista, e nelle decine di condivisioni del post. L’aggressore dell’autista viaggiava con un bimbo nel passeggino, cosa che continua a fare, incurante della stessa incolumità del bimbo. La violenza se non si previene si manifesta, e se si manifesta esplode.