Il 31 marzo la famiglia e gli amici di Daniele Nardi stanno organizzando una giornata dedicata al grande alpinista di Sezze scomparso, tragicamente, sul Nanga Parbat mentre tentava, in inverno e quando le condizioni erano più difficili, la scalata dello Sperone Mummery.

Un angolo pericolosissimo ed inaccessibile  nel Pakistan, a seimila metri d’altezza.

Nel momento in cui il dolore ha preso i sopravvento su tutto a guidare le scelte è il rispetto verso quello che Daniele è sempre stato, verso i suoi ideali.

E, soprattutto, verso quel segno indelebile fatto di un’umanità straordinaria e di un cuore grande che ha lasciato impresso in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di chi nelle sue imprese, all’insegna del coraggio e della passione, hanno trovato un esempio di vita.

Daniele Nardi è, e resterà, sempre un pezzo di storia importante per la comunità di questa provincia che grazie a lui, e con lui, ha scalato le vette più alte del mondo.

E dal 31 marzo chiunque guarderà la Semprevisa vedrà il suo volto, sentirà nel vento sferzante le sue ultime parole.

“Mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha provato a fare una cosa incredibile, impossibile, che però non si è arreso e se non dovessi tornare il messaggio che arriva a mio figlio sia questo: non fermarti non arrenderti, datti da fare perché il mondo ha bisogno di persone migliori che facciano sì che la pace sia una realtà e non soltanto un’idea…vale la pena farlo”.

Sarà una giornata intensa che si snocciolerà lungo i sentieri a partire dalle nove del mattino incastonata dalla lettura di alcune memorie di Daniele da parte del giornalista de Il Sole 24Ore e Radio24, Dario Ricci.

La manifestazione culminerà con l’intitolazione, impressa in una stele realizzata dal Comune di Carpineto, della cima della Semprevisa a Daniele Nardi.

Cinque navette saranno messe a disposizione dei partecipanti.

E per tutti sarà predisposto, ci spiega il suo amico di sempre, Remo Grenga, un sacchetto da utilizzare “in perfetto stile Nardi”, per raccogliere quello che tanti incivili lasciano sparso senza rispettare la natura e la bellezza che la montagna porta con sé.

In fondo la Semprevisa è stata il primo grande amore di Daniele.

Qui ha cominciato a muovere i primi passi, sin da piccolissimo, verso quella che sarebbe diventata la sua vita.

Qui, amava ricordare nelle sue interviste, i suoi nonni lavoravano come pastori.

Qui aveva deciso di sposarsi.

Qui l’impronta di Daniele, del suo coraggio e l’esempio di un uomo che non ha avuto mai paura di sfidare i propri limiti e di rincorrere i suoi sogni resterà indelebile così come nel cuore di ciascuno di noi.