La prima lezione è stata data oggi dai ragazzi, bambini ed adolescenti. In questo primo giorno di scuola erano ordinati, attenti, con indosso le loro mascherine.

Alcuni si sono salutati ancora tenendo la mano della mamma a distanza ma con un sorriso che ha riempito il cielo illuminandolo in queste giornate di pioggia e di nuvole.

Gli zaini in spalla e tanta emozione in una cornice fatta di regole che sembrano, almeno per loro, essere entrate nella quotidianità.

Decisamente più disciplinati ed attenti di molti, moltissimi adulti, che ogni giorno vediamo girare per i supermercati, nei bar, nei locali con la mascherina utilizzata a mò di sostegno per il mento, copertina per il gomito, addobbo per la cintura dei pantaloni.

Un bimbo questa mattina è scappato dalla mamma ed è corso incontro ad un compagno di classe. Si è fermato a distanza, lo ha salutato e saltellando è tornato vicino al genitore.

Piccoli esempi per una grande lezione di educazione, di attenzione, di rispetto delle regole che non ci sarebbe aspettati.

Sono loro che oggi ci hanno fatto capire che ce la faremo, che questa orribile parentesi della nostra vita legata alla pandemia, all’emergenza, all’esigenza di mutare e rapidamente tutte le nostre abitudini, sono solo una fase.

Il suono della campanella oggi ha segnato non solo il ritorno in classe ma il risveglio per tutti noi che abbiamo assistito, e speriamo appreso dai bimbi, come sia magico abbracciarsi con gli occhi, giocare con gli sguardi rincorrendosi verso l’entrata della scuola per scomparire e compiere un nuovo passo verso la costruzione del loro futuro.

Fuori sono rimasti i genitori, le legittime paure dei contagi, della malattia, di nuove chiusure. Ma questa è un’altra storia.