Era la domanda di questa serata, così magica, la sera della Befana.

Il camino di casa scoppiettava ed io a scervellarmi: ma se scende da lì come fa a non bruciarsi il sedere?

E guardavo, cercavo di guardare, la sua strada che era… di fuoco.

Beh, ci volevo proprio credere che scendesse da lì.

O meglio, io ci credo che scenda da lì, e che lo fa per tutti i bimbi del mondo, anche per quelli che furono bimbi.

Confesso che per agevolare la sua “discesa” la sera, quando tutti dormivano, mettevo l’acqua sulle braci, faceva vapore era bello e, pensavo, così non si scotterà il sedere.

Lei, mi raccontavano, era vecchia, la scopa pure e pure brutta. Ma mica è vero: poi da grande ho capito che l’imbroglio era qui, non sulla sua esistenza, perché sono certo c’è, ma sulla sua bellezza che è assoluta, e la sua età che è l’eta della bellezza.

Solo che? Solo che la bellezza, l’intelligenza, il volo fantastico delle donne non piacevano ai Re, non piacevano ai cardinali, non piacevano ai signori, non piacevano ai sacerdoti, non piacevano a quelli che non ridono ma, tutti questi insieme hanno ucciso come Erode il ridere dei bambini. Sono loro che raccontano la bugia più grande che c’è: che la befana non esiste. No, no, c’è è bellissima, è sempre giovane e dona anche se stessa e se anche il Re, il Cardinale, il signore tornano a pensare se la ricordano. Lei ci viene a trovare, a ciascuno la sua, speciale. Io ve lo giuro, anche se non ho capito come fa a non bruciarsi il sedere, lei viene e io l’aspetto fino a che ho tempo di aspettare. Babbo Natale? Ha il sapore di Coca Cola, la mia befana profuma di rosa.