domenica 25 Settembre 2022

Ecco Jobba, l’app che rivoluziona i servizi nella sharing economy. Gli ideatori di Sezze

È stata appena lanciata Jobba, l’app che promette di rivoluzionare il mondo dei servizi e di ricreare virtualmente la piazza, quel “buon vicinato” che si è perso nella vita reale, qualcuno dice a causa della tecnologia. A idearla sono stati Fabio La Manna e Alessandro Rossi, originari di Sezze, con un lungo curriculum in ICT e media. I due hanno scelto Latina per lanciare la loro creazione e hanno scelto la sede della Fondazione Campus della Musica dove sono stati introdotti ai presenti dal Presidente Luigi Fernando Giannini. È stato La Manna a chiarire in cosa consiste Jobba: “È un app per offrire casual job. Si basa su reputazione, localizzazione e pagamento in-app. Vuole far nascere un economia del vicinato”, spiega uno dei due fondatori. Jobba funziona così: chi si iscrive indica le proprie competenze tra le 32 disponibili. Poi gli utenti che hanno bisogno di una persona che gli sistemi il giardino, o di qualcuno che gli dipinga le pareti di casa, o piuttosto del trucco o di un acconciatura per un’occasione speciale, possono contattare tramite l’app la persona con le competenze richieste. La localizzazione permette di individuare gli utenti in base alla prossimità. Ci si può così mettere in contatto, viene formulata un’offerta e se la persona accetta può fare il lavoro richiesto. Quando il lavoro è compiuto scatta il pagamento. I due utenti possono poi esprimere una valutazione reciproca. Del prezzo pattuito i fondatori di Jobba trattengono il 10%.

Jobba è stata lanciata online per ora solo su sistema Android. Per un mese raccoglierà solo le iscrizioni, poi partirà il vero e proprio market place. Nel frattempo sarà lanciata una campagna pubblicitaria prima a Roma e Milano, poi in altre sei grandi città d’Italia e anche all’estero, a Parigi, Berlino, Barcellona e Madrid. L’ambizione di La Manna e Rossi è di raccogliere 1 milione di utenti entro aprile 2016. Sempre ad aprile l’app sarà disponibile anche per iOS. I fondatori di Jobba hanno pensato anche a un sistema di customer care, e stanno sviluppando anche partnership con Metlife nel campo delle assicurazioni e con Leroy Merlin per il bricolage fai-da-te. Il progetto è stato totalmente autofinanziato ma punta a diventare un riferimento, un po’ come Bla Bla Car, Uber, o Air BnB, altre app leader nella sharing economy, nel campo della condivisione della macchina e dell’alloggio-vacanza.

“Bla bla car in due anni è arrivata a una valutazione di 2 miliardi di euro ma quando è partita nessuno avrebbe scommesso un euro. Oggi le startup che vanno meglio in Europa sono quelle di sharing economy, noi vogliamo entrare in questo filone”, questa l’ambizione esternata da La Manna.

Perché presentare questa app a Latina? “Perché a Latina sono nati poli interessanti, come la meccanica di precisione, e noi vorremmo impiantarci qui e contribuire alla creazione di un distretto dell’informatica. I presupposti ci sono tutti, abbiamo una facoltà di ingegneria e di informatica, il costo della vita è più basso, e soprattutto ci sono molti Millenians (meglio noti come nativi digitali, ndr), Latina è una fonte di manodopera e di primi sperimentatori dell’app”, precisano ancora i due fondatori.

Un’ultima curiosità è riservata al nome. “Jobba nel dialetto della lingua setina significa lavorare a giornata – ha concluso La Manna – viene da job, è un po’ la globalizzazione che in realtà ha radici profondamente locali. Noi abbiamo pensato di ricreare una piazza che si è svuotata fisicamente, l’abbiamo ricostruita virtualmente”.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo è parte della redazione di LatinaQuotidiano dal 2014. Qui ha alimentato la sua passione per il giornalismo, l'informazione e il web. Nei suoi studi figurano una laurea in Editoria Multimediale e Nuove Professioni dell'Informazione e un master in Web & Social Media Marketing.

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