martedì 30 Novembre 2021

Itri, cala il sipario sul caso Di Biase. Il Ministero dà ragione al sindaco Fargiorgio

di Daniela Pesoli – La permanenza in giunta dell’assessore e vice sindaco Andrea Di Biase, dopo le dimissioni dal consiglio comunale di Itri, è legittima.

E’ il parere del Ministero, comunicato, dal prefetto di Latina, Maria Rosa Trio, richiesto dal sindaco Antonio Fargiorgio per dipanare un caso politico che aveva provocato, nei mesi scorsi, non poche fibrillazioni.

La minoranza aveva chiesto di invalidare gli atti approvati in giunta con la presenza di Di Biase in quanto ritenuto decaduto dopo l’uscita dal consiglio. Sulla stessa linea il consigliere Vittoria Maggiarra che, proprio a seguito dello scontro sulla regolarità del ruolo di assessore di Di Biase, ha lasciato la maggioranza.

Il prefetto, richiamando il parere fornito dal competente ufficio del ministero dell’interno, ha chiarito che, essendo le due cariche distinte e non essendovi nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti un’incompatibilità tra la carica di consigliere e quella di assessore, le dimissioni dalla prima non determinano automaticamente la decadenza dalla seconda.

In pratica, il prefetto ha confermato quanto sostenuto dal sindaco.

“Non ho mai avuto dubbi sul fatto che le dimissioni da consigliere dell’architetto Di Biase non si estendessero alla carica assessorile – commenta ora Fargiorgio – trattandosi evidentemente di incarichi diversi e soprattutto ben sapendo, da operatore del diritto, che le norme che riguardano i casi di ineleggibilità, decadenza, revoca della carica di assessore siano da considerarsi di stretta interpretazione e quindi applicabili alle sole ipotesi espressamente contemplate e previste dalla legge. E l’ipotesi contestata dalla consigliera di minoranza non rifletteva alcun caso previsto dalla legge”.

Quindi caso chiuso e l’intenzione, da parte del sindaco, di “non voler perdere altro prezioso tempo in polemiche inutili e pretestuose, essendo obiettivo della mia squadra di governo quello di operare nell’interesse della comunità itrana”.

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