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Il giudice Giuseppe Cario

Aveva istigato alla violenza contro un magistrato di Bolzano, colpevole di aver rimesso in libertà un cittadino straniero. Con questa accusa una donna residente a Sezze è comparsa questa mattina davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Latina, Giuseppe Cario. La 76enne, difesa dall’avvocato Claudio Cobiani, risponde del reato di istigazione a delinquere.

Il 9 maggio 2016 avrebbe scritto sulla pagina Facebook “Italia patria mia”, il post: “Ma se si iniziasse a manganellare i giudici che fanno queste sentenze? Mica potranno avere tutti la scorta”, provocando una reazione a catena di messaggi violenti, razzisti e sicuramente inopportuni, contro i giudici definiti da un altro utente anche “tutti comunisti”.

Lo scritto era scattato dopo che un magistrato del tribunale di Bolzano, con funzione di gip e gup, aveva modificato la misura della custodia cautelare nei confronti di un uomo straniero accusato di violenza privata, con quella dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, il così detto “obbligo di firma”.

Oggi il giudice Cario ha rigettato la proposta di patteggiamento della pena, fatta dalla donna, ad un anno di reclusione. Gli atti sono così stati riconsegnati al pubblico ministero che dovrà chiedere il rinvio a giudizio dell’anziana.