isola ecologica di Chiesuola
L'isola ecologica della Chiesuola nel gennaio del 2016

I residenti della Chiesuola riuniti in comitato presentano al sindaco una istanza popolare sull’isola ecologica. Il presidente del comitato e dirigente della Lega, Vincenzo Valletta, chiede di “conoscere se è intenzione di questa amministrazione comunale di provvedere alla ristrutturazione dell’immobile e di riattivare il servizio del punto di raccolta rifiuti differenziati. Inoltre si richiede se, oltre la cartellonistica apposta, sia stato installato idoneo impianto di video sorveglianza per individuare e sanzionare coloro che abbandonano illegalmente rifiuti di qualsiasi natura sul piazzale antistante la struttura comunale”.

Era il 28 dicembre 2015 quando, per motivi di sicurezza, il dirigente Grazia De Simone disponeva “la chiusura immediata del Centro di raccolta dei rifiuti in via Congiunte Destre località Chiesuola, fino all’avvenuta esecuzione degli interventi di messa in sicurezza e ripristino della stessa”.

Interventi e lavori di ripristino che, denuncia il comitato, non sono mai stati effettuati. “All’epoca il ripristino e la messa in sicurezza era una cosa di poco conto: una colonna in ferro della tettoia posta a copertura dei punti di raccolta rifiuti, fu urtata e danneggiata da un mezzo in fase di carico di un cassone. La riparazione non è stata mai eseguita e l’esterno dell’immobile comunale è divenuto una discarica a cielo aperto”.

Il 28 maggio 2018 in commissione Ambiente l’assessore Roberto Lessio, ha parlato dell’apertura di un centro di raccolta in via Massaro, in aggiunta a quello di via Bassianese, e alla ristrutturazione in corso di quelli esistenti alla Chiesuola e a Latino Scalo. Ad oggi, però “nulla è cambiato – ha detto Valletta – la struttura comunale versa in uno stato di completo abbandono. Il muro di cinta è distrutto, il locale ufficio vandalizzato dal quale ignoti hanno asportato gli infissi ed arredi e nel piazzale interno, oltre alla vegetazione che sta ricoprendo tutto, residui di elettrodomestici e televisori sparsi a terra lasciati lì a testimonianza del lassismo e del totale menefreghismo”.

Il comitato ha raccolto 200 firme (per l’istanza ne sono necessarie 50), e il sindaco avrà ora 30 giorni di tempo per rispondere. “Aspettiamo fiduciosi la risposta – ha concluso Valletta – e personalmente sarei curioso di sapere quanto costa ai cittadini di Latina il singolo intervento di rimozione dei cumuli di rifiuti con l’ausilio di una ruspa e camion con cassone per via degli enormi quantitativi! Quanto paga il Comune di Latina in discarica per conferire le tonnellate di rifiuti indifferenziati? In tre anni quanti interventi di bonifica e smaltimento sono stati effettuati ed a quanto ammonta il totale speso? A tal proposito la Lega presenterà una interrogazione in consiglio comunale”.