stazione treno terracina
Stazione ferroviaria di Terracina

Inutile riattivare la stazione dei treni di Terracina, meglio spostare tutto su Monte San Biagio. Questo è, in sintesi, il punto di vista dell’Associazione culturale Le Terre di Ulisse di Terracina, che sostiene la pericolosità del tratto che corre parallelo alle colline.

“La messa in sicurezza di questi punti – scrive il Presidente Carlo Di Meo -, i cui costi sono elevatissimi, non ci garantisce certamente che in futuro, in altre diverse zone collinari, non si possano verificare simili eventi. Si ritiene opportuno riferire che lungo la ferrovia, negli anni passati, sono state installate le reti di protezione per la caduta massi, e nella zona di San Benedetto c’è una recente ordinanza del commissario, di interdizione del traffico per pericolo caduta frane”.

La riflessione del Presidente dell’Associazione parte da lontano: “E’ bene conoscere la storia della tratta ferroviaria Terracina-Priverno o, per meglio dire, della Velletri-Terracina, attivata il 27 maggio 1892, oltre un secolo fa.  Fu il primo collegamento tra la capitale e il litorale. Si trattava di linea tortuosa e che non teneva conto delle eventuali problematiche idrogeologiche, quindi del fattore sicurezza. La velocità massima consentita era relativamente bassa, considerata la geometria del tracciato. Il tronco Velletri-Priverno (Giulianello, Roccamassima, Cori, Cisterna, Sermoneta, Norma, Bassiano, Sezze Romano, Piperno) venne considerato inadeguato alle reali esigenze delle popolazioni e fu soppresso il 07 ottobre 1958 a seguito della costruzione della vicina “direttissima” Roma-Napoli. Rimase in esercizio, tra alterne vicende, il solo tronco terminale da Priverno a Terracina, intersecante la direttissima Roma-Napoli presso la stazione di Priverno-Fossanova con servizi locali per soddisfare le esigenze sociali dell’epoca, quando i mezzi privati per gli spostamenti erano una rarità, motivo per cui furono create diverse fermate in località prettamente rurali: La Fiora, Gavotti. Frasso, Ruderi di Sibilla, Capocroce. E che dire del traffico merci quando partivano centinaia di carri trasportando l’uva per i mercati nazionali e europei? Tutto è scemato sino ad essere una nullità!”.

Per questo l’associazione non comprende l’atteggiamento dei “rappresentanti della Città si stanno baloccando con numerose e infruttuose riunioni con la Regione Lazio e Rete Ferroviaria Italiana, a difesa di una ferrovia obsoleta nel mentre un attuale servizio sostitutivo giornaliero con bus, peraltro molto costoso, ottiene scarsissimi risultati, eccezion fatta per i pendolari, poco più di un centinaio”.

La soluzione, secondo Le Terre di Ulisse, è spostare tutto sulla stazione di Monte San Biagio, una delle proposte tra l’altro già paventata in campagna elettorale. La stazione di MSB, infatti, “non è un ramo secco, è sulla direttissima Roma-Napoli, vero e autentico hub sia per Roma che per Napoli”, l’associazione insiste anche per “forzare per l’ottenimento di una fermata aggiuntiva dei treni regionali non-stop e che attualmente collegano Formia a Roma con fermata intermedia a Latina. Ristrutturare l’intero edificio della stazione di Monte S. Biagio, rendendolo moderno, accogliente ed efficiente turisticamente, prevedendo le pensiline, il sottopassaggio e la funzionalità dell’ascensore” e istituire “un frequente, moderno e ampio servizio diretto di bus-navetta che in soli 10 minuti di viaggio unisce la stazione con Terracina”.