Nicola Calandrini
Nicola Calandrini

di Katiuscia Laneri

“Ascoltate gli insulti di questo signore nei miei confronti e giudicate voi se una persona del genere sia degna di insegnare all’Università…” parte tutto da questo messaggio twittato dalla stessa Giorgia Meloni sul suo profilo lo scorso sabato 20 febbraio.

La leader di Fratelli d’Italia porta a conoscenza dei suoi followers un fatto che ha indignato però gli italiani tutti. Protagonista è Giovanni Gozzini, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive dell’Università di Siena che, ospite con lo scrittore Giorgio Van Straten di Controradio, nella trasmissione “Bene Bene Male Male” del 19 febbraio 2021, ha commentato il “no” della leader di Fratelli d’Italia al nuovo governo di Mario Draghi.

“Ieri sera m’è preso il mal di miserere quando ho sentito quell’ortolana, con tutto il rispetto per la categoria, della Meloni… – dice ostentando i natali fiorentini -, lei pensava di fare una grande fine ad effetto del suo discorso dicendo, lei presidente ha detto questa famosa frase, whatever it takes, io le dico, ripeta whataver it takes per l’Italia. Per l’Italia!” e ancora “Questa pesciaiola, e mi dispiace offendere questi negozianti ma non posso vedere in Parlamento gente simile, di un’ignoranza di questo livello, che non ha mai letto un libro in vita sua, che può rivolgersi da pari a pari a un nome come quello di Mario Draghi”.

A nulla è servito l’intervento del direttore Raffaele Palumbo, che ha bacchettato l’ospite chiedendo di evitare certe uscite. Ma il professore non ha colto il richiamo anzi ha rincarato la dose: “Io li conosco i pesciaioli, datemi dei termini: una rana dalla bocca larga? Una vacca? Una scrofa? Cosa devo dire? Cosa devo dire per stigmatizzare il livello di ignoranza e presunzione”.

Tantissimi i messaggi di solidarietà giunti alla leader di Fratelli d’Italia, anche dagli altri partiti, oltre alle telefonate sia del neo presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi che dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Oltre all’indignazione del compagno, giornalista, in diretta tv nel corso durante la conduzione della rassegna stampa quotidiana di TgCom24.

Mentre in un comunicato il consigliere regionale del Lazio Fdi, Giancarlo Righini scrive: “La patetica figura del sicuramente ex professor Gozzini, sarà ben presto cancellata per sempre dagli schermi di Pc e telefoni, mentre Giorgia Meloni proseguirà con sempre maggior successo nella sua missione di portare Fdi alla guida dell’Italia. La sua pessima “lezione” sull’uso dei mezzi di comunicazione, intrisa di snobbismo e disprezzo verso persone con un minore livello di istruzione, fa cadere tante maschere della sinistra Radical Chic. Gozzini voleva delegittimare la leader di Fdi ed invece ha rivelato a tutta Italia la frustrazione, la rabbia e l’impotenza di certa intellighenzia di sinistra che, non digerendo la crescita di consensi del partito della Meloni, non trova altro modo che reagire in maniera scomposta e superficiale.

Certo Gozzini ha fatto un bel danno alla Sinistra, e sì perché, denigrando con virulenza verbale un avversario politico ha dimostrato una volta di più che non sono credibili quando si fregiano della patente di buonismo e tolleranza e che spesso sono loro i peggiori odiatori. Vomitando insulti sessisti spregevoli, aggravati dal riferimento in accezione negativa al mondo animale, desueti ormai anche nei peggiori bassifondi, ha dimostrato che l’acredine verso le donne, soprattutto se forti e vincenti è uno stigma che piaga anche il mondo progressista vicino al PD, dentro il quale sono in molti a dover prendere lezioni di femminismo”.

Gli fa eco il segretario provinciale Fdi Latina, senatore Nicola Calandrini: “L’ultimo episodio di offese vergognose a Giorgia Meloni lascia basiti perché viene da uno pseudo professore universitario, una persona che dovrebbe formare le future generazioni. Purtroppo contro Fratelli d’Italia e la sua leader è in corso una campagna di odio che era già presente da tempo, e che si è andata accentuando da quando Giorgia Meloni ha detto no al governo Draghi. E ciò è ancora più grave perché si sta tentando di intimorire la sola forza di opposizione presente in Parlamento. Quella di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia è stata invece una scelta coraggiosa, coerente con le nostre idee e con quello che abbiamo sempre detto e cioè che non siamo disponibili a prendere parte a governi di palazzo, a governi con PD e 5 Stelle, neppure se a guidarli c’è una persona autorevole come Mario Draghi. La nostra scelta merita rispetto, piaccia o non piaccia. Gli insulti, gratuiti, sono il solo modo di attaccarci di chi evidentemente non ha altri argomenti”.

Intanto, si ricorda che proprio Giorgia Meloni, deputato eletto con il centrodestra nel collegio uninominale di Latina, è stata inserita nella classifica 2020 del Times sulle venti personalità in grado di plasmare il mondo.