Ieri mattina nell’aula magna della Clinica San Marco di Latina, è stata presentata  “La scatola dei pensieri – piccolo laboratorio portatile”.

Frutto del legame tra le associazioni di volontariato di Latina “Insieme per l’hospice San Marco-Odv” e “Solidarte”, il progetto a quote rosa ha l’obiettivo di promuovere la solidarietà attraverso l’arte, portando ai pazienti o ai suoi familiari un dono riutilizzabile nel tempo e nello spazio, un piccolo laboratorio “portatile” che farà compagnia e  si potrà aprire e richiudere ad ogni occasione, per aggiungere, trasformarne il contenuto, o semplicemente diventare raccoglitore di ricordi e di emozioni.

La scatola, è principalmente un contenitore di caramelle e altri piccoli oggetti posti al suo interno (matite, fogli colorati, gomma da cancellare) utili al paziente per stimolare la sua manualità e veicolare nel colore e nella materia i propri stati d’animo e le emozioni .

La cerimonia si è aperta con i saluti di  Gerardo Saggese, direttore sanitario della Clinica San Marco, che ha sottolineato l’importanza di coloro che s’impegnano per il  benessere del paziente terminale,  supportando così il lavoro dei medici.

Sono seguiti i ringraziamenti di Patrizia Ciccarelli, assessore ai servizi sociali del Comune di Latina, alle due creatrici del progetto “Due giganti che con il loro lavoro  si adoperano per migliorare la qualità della vita di questa comunità.

“L’equipe multi professionale, si occupa di migliorare la qualità di vita, garantendo  il maggior benessere psicologico e relazionale,  ai malati e ai suoi familiari. In 10 anni  – spiega Michela Guarda, presidente di “Insieme per l’Hospice San Marco- Odv” – abbiamo coordinato  sul territorio pontino, 4.000 pazienti terminali. Quotidianamente vengono gestiti  50 pazienti terminali, di cui 10 ricoverati presso la struttura dell’hospice”.

Chiara Venditti, medico palliativista Hospice San Marco, ha dato risalto sull’importanza di questo progetto a lei particolarmente caro, perché rappresenta il contenitore dove poter mettere tutto ciò che riguarda la storia di un paziente.

Giuliana Bocconcello, presidente dell’associazione “Solidarte”, ha raccontato  che l’dea del progetto nasce  dalle sue personali esperienze di vita vissuta accanto alla malattia della sua mamma, che aveva l’abitudine di raccogliere in un cestino foto e foglietti con le  frasi da lei scritte, e dell’amica Luciana Faraone, l’artista di Latina scomparsa nel 1988,  autrice della stampa riportata sul coperchio della scatola, alla quale Insieme per l’Hospice  e Solidarte hanno voluto renderle omaggio per il  suo impegno come Assistente Sociale e fondatrice del Tribunale dei diritti del malato all’ospedale di Latina.

Infine è intervenuto Michele Catalano, figlio di Luciana Faraone e art director del progetto, che ha esposto  l’acquarello creato dalla sua mamma,  un nudo di donna accanto ad un aquilone. “… L’arte e la malattia spesso,  riescono a dare alla persona  la piena  libertà di essere se stessa. La scatola ne è appunto l’espressione, essa rappresenta lo strumento che serve a ricordare ciò che la persona veramente è ”.