Inchiesta Touchdown, interrogati gli indagati ai domiciliari: Di Stefano e Sbandi rispondono al gip

Sono stati interrogati questa mattina altri indagati nell’inchiesta Touchdown, che aveva portato alla luce un presunto sistema corruttivo che ha coinvolto funzionari pubblici, politici e imprenditori di Cisterna, che erano finiti agli arresti domiciliari.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, ha sentito l’imprenditore Guglielmo Sbandi, dirigente della All Foods srl, il procuratore speciale della Cisterna Ambiente Mauro Di Stefano, l’assessore ai Lavori pubblici di Cisterna Danilo Martelli. Difesi tra gli altri dagli avvocati Guido Fiorillo e Anna D’Alessandri hanno scelto una strategia diversa rispetto agli altri arrestati. Tutti hanno infatti risposto al gip, spiegando la loro versione dei fatti e i difensori hanno presentato delle memorie e altri documenti a sostegno delle tesi difensive.

Il gip Cario ha intanto respinto le richieste di scarcerazione o di una misura meno afflittiva per l’assessore Pierluigi Ianiri, per l’imprenditore Francesco Colucci e per il funzionario della Provincia di Latina Americo Iacovacci.

Per alcuni è già stata fissata l’udienza davanti al Tribunale del Riesame per la scarcerazione. I primi ricorsi saranno discussi il 23 dicembre. Quello relativo all’imprenditore Stefano Ettorre il 28.

Silvia Colasanti
Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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