Polizia

Da Itri a Gaeta per estorcere denaro ad un ragazzo del posto, il tutto nonostante i provvedimenti emergenziali per contrastare la pandemia.

E’ stato arrestato per un uomo di 43 anni.

Tutto è scaturito dalla denuncia di un ragazzo disoccupato da pochi mesi, convivente con una ragazza madre e in attesa del loro primogenito che si era recato al commissariato per chiedere, inizialmente, informazioni in merito a problemi economici che lo attanagliavano.

A causa dello sfavorevole periodo di ristrettezze connesso all’emergenza Coronavirus, il ragazzo non trovava lavoro anche di tipo saltuario o stagionale.

I poliziotti ascoltando il suo racconto hanno intuito che in realtà, era vittima di fatti ben più gravi.

Pian piano il giovane è arrivato a denunciare un imprenditore di Itri che pretendeva da lui somme di denaro, man mano crescenti, dietro intimidazioni, inizialmente velate, poi sempre più esplicite.

Da qui, l’indagine della polizia giudiziaria che consentiva di documentare quanto raccontato, anche mediante l’estrapolazione di messaggi dallo smartphone del ragazzo ed altri specifici accertamenti.

Nell’arco di un paio di mesi al ragazzo erano stati estorti assegni per un valore di migliaia di €uro, per riavere indietro i quali, avrebbe dovuto corrispondere somme di denaro.

Tutto prendeva le mosse da un presunto investimento che il malfattore proponeva alla vittima, illudendolo di fargli ottenere veloci guadagni. infatti, i due avrebbero dovuto portare a termine l’acquisto e la rivendita di prodotti elettronici.

La vittima avrebbe dovuto corrispondere inizialmente il denaro mentre l’imprenditore doveva tenere i rapporti con i fornitori al fine di monetizzare e dividere i guadagni. Tuttavia quest’ultimo, una volta acquisiti gli assegni dal ragazzo li utilizzava per un proprio uso personale senza nulla corrispondere alla vittima se non l’onere di coprire i titoli.

Iniziavano, poi, le minacce da parte dell’imprenditore al fine di costringere la giovane vittima a consegnargli denaro in contanti per coprire i titoli di credito rimasti insoluti, che egli aveva illecitamente già utilizzato per fini personali e non per finanziare l’attività commerciale che inizialmente aveva fatto credere al malcapitato.

Una volta raccolti tutti gli elementi gli agenti hanno predisposto una delicata operazione per assistere all’ennesimo e definitivo scambio di denaro.

A seguito del blitz, i soldi sono stati recuperati e restituiti al giovane mentre il 43enne è ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida, così come disposto dalla competente autorità giudiziaria.