Senato

L’apertura di una crisi di governo è stata trasformata in uno spettacolo da teatrino di periferia.

Un momento drammatico per un Paese che si trova alle prese con la mancanza di equilibrio, e che è in punta di piedi sul baratro della instabilità, che un governo solido può dare è finito in farsa.

Quando tutti gli occhi erano puntati su di noi siamo riusciti, tramite le persone che abbiamo deciso di mandare a rappresentarci, nessuno escluso, di dare il peggiore spettacolo possibile.

Interventi interrotti ogni due secondi, a partire da quello dell’ormai ex presidente del Consiglio Conte.

Cartelli che spuntavano dai banchi di un’opposizione sulla soglia del salto in maggioranza.

I questori che si aggiravano freneticamente tra i banchi del Senato a togliere quei fogli tra le risate di quelli che li alzavano.

Senatori che arrivano a creare legami tra la malavita organizzata e la Madonna.

Il presidente Casellati che tentava di richiamare all’ordine un’aula in cui ciascuno andava per conto suo.

La Cirinnà che appena i commessi si giravano tirava fuori altri foglietti a portata diretta di telecamere.

E nessuno che sembrasse realmente interessato al futuro di un Paese e di quei cittadini che tanto sono tornati nei discorsi adeguatamente preparati per l’occasione.

Quello che dovremmo domandarci è se è questo il Parlamento che può rappresentarci.

Al di là delle posizioni politiche, legittime e di ciascuno, sono queste le persone a cui vogliamo, e possiamo, davvero affidare il nostro futuro?

Fa sorridere rileggere o riascoltare gli interventi effettuati.

Tutti hanno richiamato il rispetto delle istituzioni.

A partire dal redivivo Metto Renzi che, citando se stesso e il Vangelo “ovviamente secondo Matteo”, ha affermato che serve rispetto delle istituzioni.

Anche lui ridacchiava mentre dai banchi del Pd andava in scena lo scimmiottamento non di Salvini ma di un’istituzione, il Senato, che ieri sembrava un saloon tipico del Far West.

Elezioni subito in autunno o tra qualche mese.

Come cittadini non dimentichiamo queste scene quando andiamo a votare, meritiamo di più.

Scegliamo la dignità, la nostra come cittadini e quella del nostro Paese che non merita tutto questo.