domenica 25 Settembre 2022

In manette il sindaco leghista di Adro, ricoprì la scuola con il sole delle Alpi

di Lucio Fava del Piano

Oscar Lancini, sindaco leghista del paese di Adro, nel bresciano, è stato posto agli arresti domiciliari dai carabinieri, indagato dalla Procura di Brescia per “turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”. In pratica, avrebbe favorito alcune imprese a lui vicine nell’assegnazione degli appalti per alcune opere in paese.

La vicenda in sé non meriterebbe particolare attenzione, non si tratta certo del primo sindaco di provincia che finisce nelle reti della magistratura per appalti truccati o altre irregolarità amministrative. Quello che però porta la vicenda agli onori delle cronache nazionali è il passato quantomeno pittoresco dell’amministratore lombardo.

Lancini si segnalò infatti alla pubblica opinione qualche anno fa quando fece letteralmente ricoprire la scuola elementare di Adro con qualcosa come 700 riproduzioni del cosiddetto sole delle Alpi, simbolo leghista per eccellenza. Una bravata che gli procurò notorietà nazionale, ma che gli costò anche una condanna da parte della Corte dei Conti che lo obbligò a risarcire oltre 10.000 euro per rimuovere quei simboli politici.

Successivamente, il sindaco si è fatto ricordare in più occasioni decidendo di estromettere dalla mensa scolastica i bambini le cui famiglie, straniere e italiane, non erano state in grado di pagare la retta. Con l’aggravante che, quando un imprenditore del posto decise di saldare il debito delle famiglie morose e fu per questo nominato Cavaliere dal Presidente Napolitano, Lancini non trovò nulla di meglio da fare che prendersela con il presidente della Repubblica.

Adesso la maxi-inchiesta sugli appalti sospetti e una notorietà ben più sinistra. Secondo l’accusa il sindaco avrebbe addirittura “fabbricato” in fretta e furia delle delibere riguardanti il cantiere dell’area feste comunale in quanto, a una prima richiesta di esibizione dei carabinieri, queste delibere non erano state ancora fatte. Insomma, una gestione tale che il gip che ha firmato l’ordinanza di custodia preventiva parla di “una disinvoltura che trasmoda nel totale disprezzo per le garanzie d’imparzialità imposte dalla legge”.

Inevitabili le parole di solidarietà dei big legisti, da Maroni a Salvini, secondo il quale l’operazione “Puzza di attacco alla Lega che cresce e fa paura”. Paura a chi, visti gli ultimi risultati legisti, è difficile da dire. E anche il vecchio slogan Roma ladrona rischia di essere sempre meno credibile sulle bocche leghiste.

Roberto Miscioscia
Classe 86, imprenditore. Esperto di comunicazione. Osservatore delle dinamiche sociali. Amo la filosofia e mi appassionano le neuroscienze. Il mio libro preferito è MINSET di Carol Dweck... il mio film preferito LIMITLESS.

CORRELATI

spot_img
spot_img