I tempi per il pagamento del saldo Imu si avvicinano, ma il Governo non è ancora riuscito a varare il decreto per cancellare la seconda rata dell’imposta per le prime case. La misura, che pure era all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri tenutosi oggi, non è stata ancora approvata, il nodo da sciogliere riguarda l’estensione della cancellazione della seconda rata dell’Imu anche ai terreni agricoli.
Nella conferenza stampa seguita al Cdm, il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha rassicurato tutti, spiegando che si “tratta solo di motivi formali”, ma “come sempre abbiamo sostenuto la seconda rata dell’Imu non sarà pagata dalle famiglie e dai cittadini. Questo è il nostro impegno e sarà rispettato”. Anche in considerazione di questi passaggi tecnici necessari, il pagamento degli acconti fiscali che dovrebbero coprire la seconda rata Imu “viene spostato dal 30 novembre al 10 dicembre”.
Il problema, come spesso accade, riguarda le coperture economiche per le misure al vaglio del governo. Per esentare dal pagamento dell’Imposta municipale anche i terreni agricoli, rispetto alle risorse finora trovate, servono infatti altri 400 milioni. A questi se ne devono aggiungere altri 500 per assicurare ai Comuni il gettito atteso per il 2013.
Sul fronte terreni agricoli aveva già ieri fatto sentire la sua voce Coldiretti, secondo cui “un dietrofront nei confronti degli impegni assunti per abolire l’Imu sui terreni e i fabbricati strumentali all’attività agricola sarebbe inaccettabile e metterebbero a rischio la credibilità delle Istituzioni. Le imprese hanno bisogno di certezze e stabilità e non certo di una tassa ingiusta che colpisce i fattori di produzione”.
Appello immediatamente accolto dal Ministro per le Politiche Agricole Nunzia De Girolamo, che a margine del Cdm, e in attesa delle determinazioni che il Governo assumerà la prossima settimana, ha dichiarato che dell’abolizione dell’imposta sui terreni “discuteremo martedì, ma non ci saranno tassazioni su fabbricati rurali perché si tratta di una doppia tassazione”.





