mercoledì 5 Ottobre 2022

Imprese: più semplici gli studi di settore. Giudizio positivo di Confartigianato, anche se….

Certamente siamo ancora molto lontani da un fisco “dal volto umano” ma, a volte, il buon senso sembra prevalere. La crisi economica si sente ancora tutta, anche se timidi segnali (o speranze!) sembrano giungere all’orizzonte e un effetto positivo sembrerebbe averlo “incassato”: per il 2015 verranno applicati agli studi di settore quei correttivi congiunturali capaci di leggere la reale situazione degli imprenditori, nelle loro diverse specificità settoriali e di territorio.

Ce lo evidenzia la Confartigianato. “Il via libera ai correttivi anticrisi è arrivato dalla Commissione degli esperti riunitasi il 2 dicembre con la presenza degli esponenti di Confartigianato e delle altre sigle imprenditoriali e dei vertici dell’amministrazione finanziaria. Tra le novità emerse durante la riunione c’è anche l’accelerazione dei tempi di approvazione dei correttivi. Stavolta dovrebbero essere presentati il prossimo mese di marzo per anticipare ad aprile il rilascio del software Gerico, in tempo utile per calcolare quanto dovuto al fisco con le dichiarazioni dei redditi di luglio.”

Certamente i correttivi sono sì importanti, anche se non sufficienti a far respirare le nostre aziende. Molte, troppe le gabelle che gravano su chi ha oggi il coraggio (perché di questo si tratta) di fare imprese, di aprire una società o una attività commerciale. Problemi più gravosi se si tratta di piccole aziende familiari. Gli adempimenti fiscali sono troppi e troppo “arzigogolati”.

Vorremo avere maggiore semplicità….la politica da troppo tempo ci subissa di termini come “semplificazione” o “riforme”, ma quelle che stiamo vedendo sono sempre (o quasi) in negativo. Noi continuiamo a sperare e a confrontarci propositivamente. Siamo ottimisti sempre e dinanzi a tutto.

Qualche hanno fa Confartigianato lanciò uno slogan che fu famoso: “Liberiamo L’Impresa..” e qualcun altro: “Lasciateci Lavorare!!!” La proposta di Confartigianato ha fatto breccia nella Commissione, aprendo la prospettiva di uno snellimento dei moduli già con gli studi di settore per l’anno 2015.

L’altra novità emersa dalla riunione, evidenzia Confartigianato nazionale, riguarda gli indicatori di coerenza degli studi. Il mondo delle imprese medio-piccole, Confartigianato in primis, hanno incassato l’impegno della Commissione a superare le criticità emerse nell’applicazione di tre indici relativi al valore aggiunto per addetto, al margine per addetto non dipendente e alla copertura dei beni di terzi e degli ammortamenti. Introdotti dall’Agenzia delle Entrate per ridurre il numero di beneficiari del regime premiale, questi indicatori non riescono a cogliere gli effetti della crisi sulle imprese e restituiscono spesso risultati poco attendibili.

Il nostro impegno continua….nonostante tutto, con ottimismo!

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