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Confusione, rifiuto dell’altro, ricerca dell’untore.

Tutti elementi che stanno, ed hanno, contraddistinto due grandi emergenze che attraversano il nostro territorio e l’Italia.

Due grandi emergenze che hanno in comune tantissimi elementi. Il primo sta nel creare paura.

Paura dell’altro, diverso da noi, dell’invasione silenziosa, di quello che comporta sul piano economico ed umanitario.

Paura per un nemico, il Covid 19, invisibile e subdolo che continua a farsi strada tra le persone diventate i suoi migliori complici grazie ad atteggiamenti poco avveduti in termini di sicurezza.

Due fenomeni che hanno quale comune denominatore anche un altro fattore: la responsabilità.

Quella politica che, nonostante, la questione dell’immigrazione clandestina non sia questione o emergenza di oggi non ha trovato ancora il modo di gestirla e governarla.

Puntando sull’improvvisazione, come dimostra la distribuzione, in fretta e furia dei clandestini arrivati nei giorni scorsi da Lampedusa nel Lazio e nel resto d’Italia, e sull’emergenza che non rappresenta mai, considerato che vive e si alimenta di improvvisazione e fretta, una buona alleata nella soluzione dei problemi.

La stessa politica che sta cominciando a tentennare anche nella gestione della pandemia.

Chiudere tutto era stato complicato ma efficace. Riaprire e farlo garantendo sicurezza, basti pensare alla scuola in cui ad un mese dalla ripresa non si sa cosa si intenda fare, ai cittadini è tutt’altra storia, tanto è che il sistema sta implodendo.

Eclatante la gestione distonica e schizofrenica, nonchè contraddittoria, dell’obbligo del distanziamento sui treni.

Due ministri, alla sanità e ai trasporti che in poche ore sono riusciti a dire e fare tutto e il contrario di tutto creando solo disorientamento tra i cittadini.

In mezzo resta un’altra responsabilità quella dei cittadini, dei singoli, delle persone che dovrebbero ogni giorno evitare che il recente passato sia cancellato.

Movida, feste, assembramenti sonno ancora oggi il nemico da abbattere se si vuole evitare di ripiombare nel caos dell’emergenza sanitaria che terrorizzava tutti non nel 1800 ma da marzo a maggio 2020.

La mascherina non è un optional va messa sempre quando si è in presenza di altre persone. Il problema non sono gli immigrati siamo noi.

Gli immigrati vanno gestiti con mezzi e strumenti straordinari a cui purtroppo il politically correct e la melina politica non giovano agevolando una vera e propria tratta di esseri umani.