esuli migranti

Per la commemorazione organizzata dal Comitato provinciale dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia per il giorno del ricordo, il vice sindaco Brigandi ha affiancato gli esuli della persecuzione che ha afflitto la Venezia-Giulia e la Dalmazia con i migranti, parlando di accoglienza. Latina ha accolto tante persone in fuga, ospitate nel quartiere nominato appunto Villaggio Trieste. “Proprio l’accoglienza – ha detto – oggi è il filo conduttore con il passato e il valore sul quale possiamo costruire un futuro migliore. Un futuro in cui non vi sia alcun posto per la violenza e la prevaricazione dei diritti umani”.

L’analogia non è piaciuta però a Casapound. “Apprendiamo con un certo grado di stupore e sdegno – hanno detto – delle dichiarazioni del vice-sindaco Paola Briganti, impegnata a strumentalizzare a fini immigrazionistici la tragedia delle Foibe.

La Briganti – hanno continuato – ha evidenziato una ipotetica analogia tra i nostri connazionali giuliani, dalmati e istriani e i ragazzoni sempre connessi e à la page che affollano i barconi delle Ong.

Ci sentiamo offesi da questo vergognoso accostamento che non ha alcuna base storica o filosofica e che mira esclusivamente a strumentalizzare una tragedia che ha colpito il nostro popolo per meri fini propagandistici. Non c’è analogia tra chi fuggiva dalla propria terra per evitare di finire ammazzato nel fondo di una cavità carsica e chi viene a stare in un Paese che non è il suo senza averne alcun titolo e senza fuggire da alcun tipo di persecuzione.

Qualora fosse ancora necessario, rimarchiamo che ben il 60% delle richieste di asilo viene respinto per insussistenza delle condizioni previste, e facciamo notare come, mentre dall’Istria fuggivano famiglie intere, con bambini annessi, sulle nostre coste arrivino solo ragazzi sulla trentina e in buona salute, sebbene giornalisticamente noti come minorenni”.

Anche se non sono solo i giornalisti a definirli minorenni. Nel 2017 è stato Save the Children, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, a pubblicare il primo “Atlante minori stranieri non accompagnati in Italia”. E i dati non sono confortanti.

Secondo il report la maggior parte dei minori stranieri non accompagnati presenti nel nostro Paese lo ha raggiunto attraversando il Mediterraneo centrale. Tra chi arriva via mare in Italia, per cercare un futuro possibile, ci sarebbero sempre più minori soli e sono sempre più bambini e più vulnerabili.

Tra il 2011 e il 2016 sono sbarcati in Italia 62.672 minori senza adulti di riferimento. Il loro numero è cresciuto di sei volte rispetto al 2011. Sebbene l’81% dei minori non accompagnati presenti a fine 2016 nelle strutture di accoglienza aveva tra i 16 e i 18 anni, cresce il numero dei bambini e degli adolescenti, che è triplicato. Quadruplicato, invece, il numero delle ragazze minorenni sole. Per non parlare dei “minori invisibili”, che non volendo restare in Italia, come molti adulti del resto, si rendono irreperibili e si affidato di nuovo ai trafficanti.