Home Cronaca Il sud pontino in commissione antimafia, chieste più forze dell’ordine

Il sud pontino in commissione antimafia, chieste più forze dell’ordine

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E’ sufficiente leggere l’ultimo rapporto elaborato dall’Osservatorio tecnico scientifico sulla legalità e la sicurezza della Regione Lazio per capire che il sud pontino è a rischio infiltrazioni mafiose.

Ma forse non bastano i dati. E’ la realtà che parla. Da Itri, passando per Gaeta e Formia, fino poi a raggiungere Minturno e Castelforte ci troviamo di fronte a un territorio abbandonato dallo Stato almeno da 40 anni.

A confermarlo solo alcuni sindaci del basso Lazio, ascoltati ieri in commissione regionale antimafia.

In particolare, nel corso dell’audizione, il primo cittadino di Itri ha puntato il dito contro la chiusura della sezione distaccata del Tribunale di Latina e la riduzione dell’ufficio del giudice di pace di Gaeta.

“E’ assurdo pensare – ha detto Antonio Fargiorgio – che la gestione di un organo complesso come quello del giudice di pace possa essere addossata ai Comuni, sia pure in regime consortile”.

Da qui la richiesta di un intervento economico da parte della Regione Lazio, per scongiurare il trasferimento e per combattere una battaglia che interessa l’intero comprensorio.

Ma portatrice della più difficile lotta in difesa della legalità è stata Gaia Pernarella, consigliere regionale del Movimento 5 stelle Lazio.

“Quello che i sindaci ci hanno raccontato – ha ribadito al termine della riunione – non è una novità. Lo dimostrano le tante associazioni con cui abbiamo collaborato nel formulare proposte di contrasto. Una prova è il fatto che le nostre sollecitazioni a incrementare i presidi delle forze dell’ordine in tutto il sud pontino vanno avanti inascoltate dal 2013. Vogliamo che questi incontri con i primi cittadini proseguano in commissione parlamentare antimafia, ma soprattutto che possano essere convocati il Prefetto e incrementati i controlli”.

“Tutti conosciamo quali sono le famiglie che imperversano sul territorio – ha concluso il consigliere Pernarella – e ne drogano l’economia. Ora pretendiamo che l’azione della Regione sullo Stato sia forte e apprezzabile”.

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