Non bastano uno, dieci, cento, mille decreti se non c’è la disponibilità delle persone ad ascoltarne e comprenderne i contenuti.

Ieri, qualche minuto dopo l’emanazione del nuovo decreto da parte del premier Conte, che ampliava di fatto la cosiddetta zona rossa a tutta l’Italia l’effetto è stato esattamente il contrario di quello che si voleva ottenere.

Centinaia di persone anche in provincia di Latina hanno preso d’assalto i supermercati aperti di notte.

C’è stata una corsa frenetica all’acquisto di alimenti come se fosse scoppiata la guerra.

Si sono create file lunghissime, con gente accalcata senza alcun rispetto delle misure di sicurezza previste.

Ancora una volta la paura la fa da padrone, a nulla sono servite le spiegazioni date con voce pacata, lentamente, scandite dal premier Conte e ribadite questa mattina anche dalla regione Lazio sul fatto che il virus si alimenta anche, e soprattutto, di questo.

Cresce e si propaga facendo scorta del panico che semina, si insinua là dove le persone si ammucchiano.

Si sviluppa nell’egoismo e nel menefreghismo che purtroppo alberga in noi.

Ieri i commenti sui social che denigravano e puntavano il dito contro quei cittadini in fuga dalle zone rosse tacciandoli di irresponsabilità, di menefreghismo.

Quanto accaduto nelle ultime ore non ha nulla di diverso.

Le scorte alimentari non finiranno, uscire per fare la spesa è consentito, scritto così è più chiaro?

Fermiamo la psicosi perchè rischia di creare più danni del virus stesso.

Il capo della protezione civile ieri ha detto che se fare scorte alimentari fa stare più tranquilli i cittadini, lo facciano ma senza dimenticare il buonsenso.

Si rischia di morire di stupidità non di Covid 19.