L’ultimo decreto firmato dal presidente Conte va rivisto. La chiusura alle 18 delle attività di somministrazione e ristorazione è una decisione che porterà l’economia, anche e soprattutto nei piccoli Comuni, a morire definitivamente.

Ne è convinto il sindaco di Bassiano, Domenico guikdi, che ha inoltrato una nota al prefetto di Latina, ai ministri competenti oltre che allo stesso Conte.

“Siamo consapevoli del difficile compito che ci troviamo a sostenere tutti per arginare una situazione mai sperimentata. Noi sindaci siamo in prima linea, come sempre, consapevoli del ruolo di cerniera con la realtà ultima che subisce i provvedimenti delle autorità centrali. Come sempre siamo pronti ad aiutare i nostri cittadini nella risoluzione delle quotidiane problematiche e vigiliamo che essi rispettino sempre le regole di cui noi siamo concreta attuazione e rappresentazione”.

Il blocco della ristorazione, dei bar, dei pub, delle gelaterie, delle pasticcerie dopo le 18 comporta grandissimi sacrifici per tali categorie, per le filiere collegate e per i cittadini tutti.

Soprattutto per i Comuni piccoli e i territori montani, dove queste attività rappresentano in moltissimi casi l’unico presidio economico, insieme a uno o pochi negozi di alimentari. Bar e ristoranti nei Comuni montani hanno saputo negli ultimi mesi riorganizzare afflussi e accessi, produzione e somministrazione.

“Non andavano bloccati alle 18. Come hanno ribadito nelle ultime ore le organizzazioni delle imprese, si mettono a rischio filiere agroalimentari con diversi miliardi di danni previsti. Si riveda il sistema di chiusure, portandole almeno alle 22. I ristoratori e i gestori dei bar hanno già fortemente limitato sedute e posti. Stavano prendendo un assetto che oggi subisce un brusco arresto. Chiediamo al Governo di rivedere con Regioni ed Enti locali il limite delle ore 18.00 previsto dal DPCM del 27 ottobre. Molte imprese rischiano di morire e così cresce la ‘desertificazione commerciale’ che da sempre stiamo mettendo in evidenza, visti i già 200 Comuni montani in Italia senza un negozio e senza un bar”.

Non c’è, secondo Guidi, nessun rischio assembramento nei bar, nelle pasticcerie e nei piccoli ristoranti e pizzerie dei piccoli Comuni e nei Comuni montani, c’è al contrario il rischio che intere comunità soffrano ancora di più l’abbandono, il disagio sociale ed il crollo economico dopo mesi di lavoro e investimenti per rispettare le regole.

“In qualità di sindaco, condanno duramente coloro che nelle serate scorse hanno saccheggiato, distrutto e con scene da guerriglia gettato il panico nei centri delle città capoluogo. Il Comune di Bassiano si unisce ai commercianti che hanno subito questa assurda devastazione, ma anche alle associazioni di categoria che avevano promosso pacifiche manifestazioni. La violenza le ha inquinate ed è gravissimo. Inaccettabile. Queste piccole e piccolissime imprese – conclude – rappresentano presidi economici indispensabili per i nostri territori, insieme alle piccole e piccolissime imprese culturali e artigiane che, con i dovuti controlli, sono in grado di rispettare tutte le norme anticovid”.