riccardo-pedrizzi
Riccardo Pedrizzi

Il nuovo libro di Riccardo Pedrizzi, già senatore della Repubblica per tre legislature, è un vero e proprio manuale di sopravvivenza in un momento storico in cui a farla da padrone è la crisi economica.

E, soprattutto, i suoi effetti sulla vita delle persone e delle famiglie nonchè della stessa società.

Il titolo è esemplificativo: “Il Salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica”.

Un spaccato vivido e forte di quello che ci circonda raccontato con uno stile unico in cui una scrittura rapida e diretta si unisce ad un linguaggio semplice e alla portata di tutti.

Come è nata l’idea di scrivere questo libro?

“Per tutta la vita ho parlato e scritto di dottrina sociale affermando sempre che offre criteri di interpretazione e giudizio per poter leggere in profondità la realtà che ci circonda. E ne sono profondamente convinto più che mai oggi guardando le prove a cui la vita quotidiana ci sottopone, dalle piccole cose all’evoluzione della società. La stessa metodologia si può applicare scrivendo di economia”.

Un’operazione che non è stata mai fatta.

“Infatti. Il metodo e la metodologia della dottrina sociale della chiesa si pone su tre livelli: la riflessione sui principi e sui valori, il calare questi principi nella realtà andando ad impattare con le visioni politiche, o le mode, utilizzare questi principi e valori, una volta calati nel mondo che viviamo, per individuare le cause e le direttrici per il futuro. Per sintetizzarli possiamo usare lo slogan di Papa Pio XII “osserviamo, giudichiamo, e agiamo””.

Nel suo libro non si limita a prendere atto di quanto accade ma propone, attraverso un’analisi, approfondita di diversi temi, delle soluzioni.

“La crisi che stiamo vivendo ci pone degli interrogativi. Sta mordendo nelle carni le famiglie e le imprese. Non può essere analizzata limitandosi ad addossare ogni responsabilità all’andamento dei titoli derivati in America. La causa profonda della crisi sta in una concezione dell’uomo, dell’economia e della finanza e nella crisi di un modello di capitalismo che non può e non deve essere preso sotto gamba ma che deve essere affrontato in modo profondo”.

I temi affrontati nei diversi capitolo vanno dalla centralità della famiglia alla dottrina sociale della Chiesa, dai temi dello sviluppo solidale alla necessità, non più rinviabile, di trovare uno spirito identitario nazionale ed europeo.

E in questo contesto la scelta del titolo è tutt’altro che casuale.

“Il salvadanaio innanzitutto dà un’idea di risparmio. Fornisce plasticamente la visione che si aveva nel passato del  bimbo a cui i genitori davano  il soldino per metterlo da parte ed utilizzarlo nei momenti difficili. Ricordo che quando ero piccolo nelle scuole si celebrava, e lo racconto nel libro, la giornata del risparmio. Era un modo per crescere dando valore non solo al denaro ma alle nostre scelte. La finanza degenera perchè considera il risparmio come una merce al pari delle altre. Al contrario il denaro è un valore ed una virtù. Rappresenta il sacrificio, dimostra l’impegno sottolinea la capacità di non sprecare. Lavoro, risparmio, credito ed investimenti sono il circuito virtuoso a cui si dovrebbe tendere”.

Perchè leggere il suo libro?

“Perché credo sia adatto a tutti. Fornisce al cristiano una visione cristiana e cattolica dei criteri ortodossi propri del cattolicesimo per leggere la realtà. Al buon padre di famiglia la possibilità di riscoprire i valori sani e forti da tramandare ai propri figli. Ma anche all’economista perchè troverà dati ed informazioni che il pensiero unico non fornisce. Ad esempio nell’ultimo capitolo “L’Italia in svendita”  sono raccolte tutte le aziende italiana andate in mano straniera comprese le piccole e medie imprese”.

Secondo lei c’è modo di uscire dalla crisi?

“Non esiste nulla che sia impossibile ma serve un concreto salto di mentalità e culturale che riporti al centro l’uomo nella sua totalità ed interezza, fatto di carne, sangue e ragione. Direi che serve un ritorno all’integralismo cattolico senza aver paura di usare tale definizione”.

Leggerlo è come iniziare un’avventura prima di tutto dentro se stessi per ritrovare nell’ultima pagina la consapevolezza che il futuro è nelle nostre mani e che per cambiarlo non basta che riportare al centro i valori della libertà, della solidarietà, dell’integrità e del vivere civile.