domenica 29 Gennaio 2023

Il profilo di Paolo Galante. L’imprenditore, la coerenza e l’onestà: “Io diverso dai politici”

di Eleonora Spagnolo – Paolo Galante si presenta nel suo albergo con un po’ di ritardo. È a fare la revisione all’auto, ci dicono dalla reception. Riesce a sembrare un uomo comune nonostante sia il proprietario di uno degli alberghi più rinomati di Latina. E lui non vuole assolutamente apparire diversamente: un imprenditore di successo, ma anche un marito e padre di famiglia. Ha tre figli, uno adulto e altri due bambini che va tutti i giorni ad accompagnare e riprendere a scuola. Ha anche un matrimonio alle spalle, e una fede cattolica che traspare nel suo intercalare.

Ci riceve nella hall, dove si presenta in jeans e giacca di pelle chiara. Ha poco tempo perché è in attesa di una fotografa per uno shooting. Ma si siede e parla, dimostrando una sicurezza. “Corro per vincere”. Lo ripete più volte, ne è certo. È pronto a sfidare il candidato di centrodestra o delle varie liste che usciranno. Come? “Sarò me stesso. Paolo Galante è diverso da qualsiasi altro politico”. A volte parla di sé in terza persona. È disinvolto, nonostante il rapporto con i media fino ad ora non fosse stato il suo pane quotidiano.

Di critiche addosso gliene sono piovute tante. Il suo nome è sui quotidiani e sulle tv nazionali. Il PD che sceglie un “nero” da candidare a sindaco di Latina, lo hanno riportato nell’ordine Il Fatto Quotidiano, l’Huffingotn Post, La Stampa e ieri sera se ne è parlato anche a Piazzapulita su La7. Ma Galante non è “Paolo il nero”. “Non ho mai cambiato casacca semplicemente perché non sono mai stato candidato”, spiega. Ma stavolta è diverso, stavolta si sta candidando con il PD. Ma lui vuole essere Paolo Galante cittadino, e non Paolo Galante del PD. Colpisce la sua coerenza con le cariche che rappresenta e quella che forse un giorno ricoprirà.

Da presidente di Ascom e Federalberghi, racconta, si è trovato spesso a criticare la macchina politica. Ora che la politica, nello specifico il PD, gli ha offerto la possibilità di cambiare la città, rifiutarsi sarebbe stato un controsenso. “Mi sarei dimesso da Ascom e Federalberghi – spiega – ma non per incompatibilità, ma per conflittualità morale, non mi sarei più potuto guardare allo specchio”.

Non appare affatto preoccupato della sfida che lo aspetta. La macchina amministrativa è complessa, i problemi di Latina sono tanti. Non è ancora il tempo delle promesse. Tranne una:Nella vita mi hanno insegnato che l’unica cosa di cui ci si deve vergognare è rubare. Io prometto che non ruberò. Perché non so farlo e mi hanno insegnato a non farlo”. Potrebbe sembrare tutto semplice. Del resto lui si dice convinto che amministrare il Comune non è diverso da amministrare la famiglia o un albergo. Basta il buon senso. Ripete spesso la parola “sfida”. Andare in Comune sarà solo l’ultima. Ed è certo: vincerà. Le primarie diranno se è l’uomo giusto per il PD, poi le elezioni di maggio stabiliranno se è l’uomo giusto anche per fare il Sindaco.

INTERVISTA A PAOLO GALANTE: “QUI PER VINCERE, LA MIA È UNA CANDIDATURA RIVOLUZIONARIA”

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo è parte della redazione di LatinaQuotidiano dal 2014. Qui ha alimentato la sua passione per il giornalismo, l'informazione e il web. Nei suoi studi figurano una laurea in Editoria Multimediale e Nuove Professioni dell'Informazione e un master in Web & Social Media Marketing.

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