martedì 28 Maggio 2024
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Il profilo di Damiano Coletta: il medico, lo sportivo e le analogie con la politica

Damiano Coletta ci accoglie nel suo point di Corso della Repubblica dove ci intratteniamo per una lunga chiacchierata su Latina Bene Comune e il suo percorso come candidato sindaco. 56 anni, medico al Santa Maria Goretti da 25 anni, è cardiologo in unità coronarica dove si occupa di impianti pacemaker. È sposato e ha un figlio che sta seguendo la sua strada specializzandosi in medicina dello sport all’Università dell’Aquila. Fa spesso paragoni tra mondo politico, carriera professionale e vita sportiva. Ma nello sport come nella politica, per Coletta conta vincere o almeno mettersi nella condizione di essere competitivi: “Non sono decoubertiano. L’importante è entrare in campo per vincere – spiega -, mettendosi in condizione di farlo. Questa cultura dal calcio l’ho interiorizzata. Bisogna prepararsi per essere in grado di vincere anche contro una squadra più forte”.

Ricorda il suo passato di giocatore di calcio: “La mia esperienza di calciatore mi ha arricchito molto sul piano umano e sul piano del confronto dei diversi modi di essere – racconta -. Ogni anno o quasi cambiavo squadra e compagni di squadra, questo mi ha formato molto perché mi ha dato la capacità di saper ascoltare e sapermi adattare”.

E sul piano sportivo, Damiano Coletta può vantarsi di essere tra i ri-fondatori del Latina Calcio. “Sono stato tra i rifondatori del Latina Calcio nel 2007 quando il Latina era scomparso e rimanemmo un anno senza squadra. Organizzai un’assemblea pubblica al circolo cittadino con dirigenti e tifosi, e da lì partì il progetto della Virtus Latina, che iscrivemmo in promozione. Ero vicepresidente – ricorda Coletta -. Nel 2° anno avevamo consiglio di amministrazione con 25 soci. Era la squadra di tutta la città. Al terzo anno quando il Latina Calcio era tra i professionisti, in forte ascesa, e la tifoseria si stava avvicinando, con grande sorpresa di molti io diedi le dimissioni per evidenti divergenze con l’altro vice presidente che era Pasquale Maietta. La mia assoluta diversità di vedute mi ha portato a fare quel passaggio. Mi dispiace perché sono affezionato alla squadra ma non metto piede allo stadio dal 2010 e non lo farò fino a che non cambia la dirigenza”. La sua è una bocciatura a Pasquale Maietta e a quelli che considera passi avventati. “Se fossi rimasto io forse non saremmo mai arrivati in Serie B – spiega Coletta – ma io credevo nella cultura di valorizzazione del settore giovanile. Per me era rischioso fare risultati facendo il passo più lungo della gamba. Io volevo che si valorizzasse un altro modo di fare sport prediligendo il vivaio e il bel gioco, il resto sarebbe venuto da sé”.

Non solo sport, Damiano Coletta ama la musica e la cultura, e lo dimostra l’organizzazione di “Lievito”. E ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “Qualcuno ha osato insinuare che Lievito ha beneficiato di finanziamenti pubblici e questo ha consentito il mio percorso politico – chiarisce – . Lievito è una rassegna che appartiene alla città e tutti i patrocini che abbiamo ricevuto dagli enti pubblici sono gratuiti. La manifestazione si tiene con il contributo degli sponsor privati, che sono tanti, vanno messi insieme, a volte con fatica. Ma anche questo è sentirsi comunità. Lievito è un esempio di questo tipo.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo è parte della redazione di LatinaQuotidiano dal 2014. Qui ha alimentato la sua passione per il giornalismo, l'informazione e il web. Nei suoi studi figurano una laurea in Editoria Multimediale e Nuove Professioni dell'Informazione e un master in Web & Social Media Marketing.

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