Il Partito democratico perde pezzi.

A Terracina l’ondata dei fuoriusciti dal partito ha fatto bis.

In quota al Pd resta solo un consigliere, la Berti.

Con gli “esodati” colgono l’occasione per lasciare anche tre iscritti al partito.

Il segretario provinciale del Partito democratico a Latina, interpellato sul caso, si chiude dietro un laconico “no comment”.

Moscardelli preferisce affrontare temi nazionali, tanto in voga al momento, come quello del decreto sicurezza, con annessa contestazione a Salvini, e dell’immigrazione.

D’altro canto su quelli le carte sono già in tavola.

La stanza dei bottoni è lontana e per ora Moscardelli non ne fa parte dopo la sconfitta alle ultime elezioni politiche e dopo che anche il sindaco di Latina, Coletta, lo ha “scaricato” nonostante l’appoggio esterno fornito in campagna elettorale e dopo il fallito tentativo dell’ex senatore di piazzare qualche poltrona nella giunta che guida il capoluogo pontino.

Criticare dall’esterno in questa situazione quindi è facile porta con sé la doppia risultanza di non comportare “oneri aggiunti” e di garantire un po’ di sana visibilità che di questi tempi non fa male a nessuno.

Peccato che di fronte alla scelta di due consiglieri comunali, con un peso specifico sul piano dei consensi come quello di Di Tommaso e D’Andrea, di mollare il partito trincerarsi dietro un muro di silenzio non basta e soprattutto non dovrebbe bastare.

O meglio, basta a definire il fatto che Moscardelli forse non ha ben saldo il polso della situazione.

Non sta riuscendo nella missione primaria per chi è a capo di un partito in flessione costante, come il Pd, che è saper mantenere aperto il confronto, comprendere le ragioni delle scelte che vengono effettuate, prevenire lo scollamento che le correnti, e il dissenso, portano inevitabilmente in un partito non proprio in buona salute.

Se, come si vocifera, tra le ragioni alla base di una scelta tanto radicale ci fosse la reprimenda dei vertici del Pd rispetto alla decisione dei fuoriusciti di votare a favore di un regolamento proposto dalla maggioranza sulla polizia urbana la frittata sarebbe servita.

Perché dimostrerebbe l’incapacità di Moscardelli di essere in sintonia con i cittadini e con i consiglieri comunali che li rappresentano.

Un segretario provinciale dovrebbe prendere atto delle decisioni, legittime anche quando non in linea con i diktat dei vertici del partito, e comprenderne la ratio.

Il Pd oggi più che mai, in attesa dell’uomo forte che dovrebbe guidare il partito a livello nazionale, non può permettersi di affrontare oltre all’emorragia esterna, quella degli elettori, anche quella interna.

La ricostruzione di un partito deve partire dalla sua base, non concentrandosi in battaglie, tra l’altro ormai anacronistiche e che poco entusiasmo suscitano sia nei cittadini che nei componenti del partito, come quella sull’Europa che verrà o sulla realizzazione della Roma – Latina.

Per rifondare, ricostruire, fortificare e rilanciare un partito non basta lanciarsi in rivendicazioni d’ufficio come nel caso dei fondi per la realizzazione dell’ospedale del Golfo “scippati”, in termini di tempismo e comunicazione dalla Lega di Governo, che si risolvono a sterili battage sulle agenzie di stampa.

Per rifondare, ricostruire, fortificare e rilanciare un partito servono strategia e pragmatismo.

Serve tornare in contatto con il mondo reale, parlare con i cittadini, scendere in piazza quando è più difficile e la contestazione è più forte.

Il Pd è ad un bivio.

Deve decidere se percorrere la strada segnata da vecchi nomi, e schemi obsoleti e dalla presunzione di avere sempre la verità in tasca con un senso di superiorità che non si rispecchia più nei numeri da tempo.

O quella della ponderatezza, della riflessione sulle questioni che l’hanno portato sull’orlo di un baratro per risolverle in modo definitivo.

La domanda a cui Moscardelli è chiamato a rispondere è semplice: il Pd cosa deve fare per tornare a fare breccia nei cuori dei cittadini e nella testa degli elettori?

Mentre Moscardelli non commenta la Lega ringrazia e i 5 Stelle sorridono.