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Il nuovo decreto Conte pone Latina e provincia in zona gialla. Ecco cosa si prevede

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La zona dei pub a Latina

La regione Lazio stando quanto previsto dal nuovo decreto di Comte si “tinge di giallo”.

Una situazione che sarebbe sotto controllo secondo i parametri del Dpcm dirmato questa notte eche vedrebbe quindi, per la regione e la provincia di Latina, l’applicazioen delle norme di carattere nazionale.

Ogni settimana l’andamento dei criteri stabiliti per il monitoraggio della curva epidemiologica saranno verificati e potrebbero, tramite ordinanze a firma del ministro Speranza, comportare nuove misure restrittive e la ridefinizione delle zone.

Quindi coprifuoco, chiusura centri commerciali nel weekend, distanze minme di un metro e ingressi contingentati nei negozi, utilizzo della mascherina.

Quindi?

Dalle 22 alle 5 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

Nelle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

Obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

L’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.

Didattica a distanza al 100% nelle scuole superiori e trasporto pubblico locale con capienza massima al 50% per bus, tram, metro e treni regionali, musei e mostre chiusi, così come teatri e cinema.

L’attività didattica ed educativa per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.

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