Giorgia Meloni candidata a sindaco del centrodestra per il Comune di Roma.

Un’ipotesi che si sta facendo largo con sempre maggiore forza negli ambienti romani e non solo.

Una strategia, che porta il nome e il volto del leader della Lega, Matteo Salvini a cui si sta lavorando da tempo per arrivare a calare l’asso subito dopo la sentenza, prevista per il 10 novembre, del processo che vede il sindaco Virginia Raggi imputata per falso nella nomina di Renato Marra a dirigente del dipartimento Turismo.

Un verdetto che non lascerà nessuno indifferente, garantisti compresi.

Perché sulla testa della Raggi pende, come una spada di Damocle, il codice etico del Movimento 5 Stelle che in caso di condanna, anche in primo grado, prevede le dimissioni dell’interessato.

La Raggi in questi giorni gioca di scarto.

Si mostra serena. Ad ogni piè sospinto afferma che “la Lega fa bene a prepararsi per le elezioni ma tra cinque anni”.

Buon viso a cattivo tempo?

Solo le ore che seguiranno la sentenza potranno dirlo.

Intanto, per non sapere né leggere né scrivere. Salvini sta giocando d’attacco corteggiando il leader dei Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che sul tema non si è ancora espressa in modo diretto, a differenza di chi, come la senatrice della Lega Giulia Bongiorno con fermezza ha escluso ogni possibilità di candidarsi sindaco di Roma.

In queste ore, infatti, i contatti tra Salvini e la Meloni si sono fatti più intensi.

Sul tavolo delle trattative c’è anche la volontà di Salvini di presentare una lista unica alle Europee con Fratelli d’Italia e pezzi di fuoriusciti da Forza Italia puntando sul fronte populista e sovranista.

L’obiettivo è creare una sinergia che possa tradursi in una battaglia congiunta, Lega – Fratelli d’Italia, per portare il centrodestra a conquistare il Campidoglio mettendo in campo un candidato, come la Meloni che ha tutti i requisiti per farlo.

La Meloni porta in dote, all’eventuale candidatura, il risultato ottenuto alle ultime elezioni amministrative a Roma che l’hanno vista, nonostante una campagna elettorale messa su in fretta e furia, conquistare il cuore dei cittadini.

Ha dalla sua il fatto di essere romana, di conoscere a menadito il territorio, di avere il polso delle criticità, di ieri e di oggi, e la determinazione per risolverle, e soprattutto ha la caratura adeguata per governare la Capitale d’Italia.

E può contare su una duplice congiuntura favorevole segnata dall’assenza di rivali considerato che il Pd sembra essere del tutto scomparso dai radar politici, imploso su se stesso e ancora in cerca di autore, e che il Movimento 5 Stelle, nonostante i tentativi di dire che va tutto bene, scontano e sconteranno i pessimi risultati che il governo Raggi lascerà sul tappeto.

Come andrà a finire lo scopriremo solo nei prossimi giorni certi che Salvini manterrà la promessa fatta ai romani di dare un nome al candidato sindaco per il dopo Raggi non oltre la metà di novembre.