Armando Cusani
Armando Cusani

La situazione in cui versa il Museo archeologico di Sperlonga non è più sostenibile.

Per questa ragione il sindaco Armando Cusani e l’assessore all’assetto del territorio e beni culturali, Stefano D’Arcangelo, hanno preso carta e penna e inoltrato una nota al ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini.

“Non c’è stato, nonostante le nostre accorate sollecitazioni, alcun tentativo da parte della direzione del Polo Museale del Lazio di dialogare con il Comune che ha interesse a valorizzare il Museo, principale attrattore culturale e turistico del nostro territorio. Pertanto ci appelliamo alla sua autorevole e prestigiosa funzione di ministro ai Beni Culturali per ricreare – spiegano Cusani e D’Arcangelo – le condizioni necessarie per un giusto e corretto rapporto di collaborazione e cooperazione inter istituzionale“.

Quello di Sperlonga è uno dei più importanti poli museali italiani ma rischia di essere penalizzato da un muro di silenzio e di disinteresse da parte di chi dovrebbe contribuire a valorizzarlo anche nell’ottica di un arricchimento dell’offerta culturale di tutto il Lazio.

Il Museo Archeologico di Sperlonga accoglie le sculture ellenistiche di scuola rodia volute dall’Imperatore Tiberio come arredo della grotta-ninfeo della sua villa.

Il Museo, che raggiunge oltre 50.000 visitatori l’anno, con la cosiddetta “legge di riforma Franceschini” è passato al Polo Museale del Lazio sotto la direzione di Edith Gabrielli.

“Abbiamo redatto – spiegano – un apposito “Protocollo d’Intesa”, unitamente alla Soprintendenza Archeologica regionale, che la Gabrielli in una delle rarissime volte che si è recata a Sperlonga ha condiviso pubblicamente ma poi non ha mai sottoscritto. Da allora ogni tentativo di comunicare con il Polo Museale, per offrire supporti operativi ed organizzare eventi, è miseramente fallito. La Gabrielli non ha mai risposto alle nostre lettere che sollecitavano un incontro finalizzato alla partecipazione del Museo di Sperlonga a due bandi pubblici della Regione Lazio concernenti in particolare “lo sviluppo delle nuove tecnologie applicate ai beni culturali”. Abbiamo così perso occasioni importanti per l’accesso ai co-finanziamenti regionali, statali, ed europei”.

Il complesso Archeologico Nazionale di Sperlonga, a fronte della continua crescita dei visitatori (italiani, stranieri, studenti) rischia quindi di subire ora una vera e propria “crisi di crescita”.

Infatti il Museo non è dotato di bagni e parcheggi sufficienti, di un bookshop, registra continui disagi legati al diserbo dell’area archeologica, non ha mai realizzato e diffuso la Carta dei servizi e non è dotato, a tutt’oggi, di materiale multimediale promozionale ed è privo di una semplice brochure illustrativa dei beni esposti alla pubblica visione.

Inoltre, l’impianto di illuminazione dell’area archeologica e della Grotta è in disuso e l’intera segnaletica direzionale e di avvicinamento al Museo è ormai desueta e non più conforme alle direttive europee in vigore.

“Di questo, la direttrice Gabrielli non sembra però volersi interessare e non ha mai assicurato la partecipazione del Polo Museale alle nostre iniziative, anche di prestigio internazionale, di promozione e valorizzazione dei Beni Archeologici e quindi del Museo. Infine, e non per ultimo, il Polo Museale del Lazio continua ad elaborare in solitudine spettacoli ed eventi culturali le cui manifestazioni – concludono Cusani e D’Arcangelo –  troppo spesso si sovrappongono con altre iniziative già programmate e finanziate dal comune di Sperlonga nelle stesse serate in particolare nell’ambito delle stagioni estive 2018 e 2019″.