mercoledì 22 Maggio 2024
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Il “monumento” a Don Chisciotte e Sancho Panza a Piazza del Popolo

E’ da questi particolari che si vede… Piazza del popolo, Latina, forse Italia. La piazza è una spanata vuota, uno slargo sotto porticato con colonne che, da quel lato, mi paiono i mulini a vento di Don Chisciotte, cavalieri di una guerra che non c’è mai stata. A me sta roba non piace, ma ha un suo silenzioso e non destro equilibrio, ma? Ma su un angolo quella che da su via Armando Diaz, al centro come un mercoledì, ma da cani, il senso di una sciatteria infinita, una offesa al decoro: tre armadietti delle società di servizio, di altezze diverse, di manutenzioni diverse e di immondizia negli interstizi, con paletto che segnala la fine di una zona pedonale che, invece, altrove finisce, paiono don Chisciotte, Sancho Panza e il suo asino in guerra con le colonne-cavalieri del porticato.

Sancho, c’è bisogno soprattutto
d’uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:
vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso
l’ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso,
e a te Sancho io prometto che guadagnerai un castello

L’invettivo di Don Chisciotte a Sancho di Francesco Guccini che pare “evidente” in piazza.

E’ una sciatteria, un senso di non amore, è come i bimbi si una volta che lavavano di rado la faccia che assumeva i contorni di una carta geografica. Basterebbe trasferirli in un angolo, metterli sotto il manto stradale, ma sarebbe una gentilezza, una buona educazione, un rispetto di noi che non abbiamo. Come quei bimbi che se lo avessero volto bastava l’acqua di una fontanella per tornare umanamente puliti.

#Quantoètristelatina

Lidano Grassucci
Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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