Il mercato ortofrutticolo di Fondi rappresenta un’eccellenza nel settore agroalimentare a livello internazionale.

Da decenni ha fatto della qualità dei prodotti e della filiera un punto di riferimento per i mercati.

Ed oggi sta attraversando un momento di grande difficoltà restando, inevitabilmente, coinvolto dagli effetti delle misure restrittive esse in atto per evitare la diffusione del contagio da Coronavirus.

Il Mof è una struttura eccezionale sia sul piano del potenziale che dell’indotto e rappresenta il più moderno centro italiano di concentrazione, condizionamento e smistamento di prodotti ortofrutticoli.

Una struttura unica, che commercializza oltre 10 milioni di quintali di merce l’anno e che deve la sua unicità al fatto di costituire l’unica vera piattaforma globale per l’agroalimentare presente in Italia.

Merce altamente deperibile che se non commercializzata finisce per essere gettata con una perdita, in termini economici, devastante per tutta la filiera.

Ieri le telecamere della trasmissione condotta da Bruno Vespa, Porta a Porta, hanno superato i cancelli del Mof.

“Dall’inizio di marzo quando esplosa l’emergenza Covid 19, anche a causa delle difficoltà dell’interpretazione delle norme inerenti quali attività – spiega l’amministratore delegato del Mof, Enzo Addessi – potessero restare aperte e quali no abbiamo registrato un calo del 30% del fatturato”.

Nelle ultime settimane però si è registrato un vero e proprio blocco delle verdure e delle fragole ad esempio.

Interi quintali di ortofrutta sono stati gettati, altri si stanno distribuendo nella rete della solidarietà.

E il danno economico senza una svolta rischia di essere ingente.

“La situazione è molto critica soprattutto per prodotti specifici destinati alla ristorazione e a tutte le attività che lavorano i cosiddetti freschi e freschissimi come le gelaterie, le pasticcerie. Il timore è che se si continua così la situazione potrebbe aggravarsi. Dopo la flessione della prima decade di marzo il dato – spiega il direttore del Mof, Roberto Sepe – si è stabilizzato ma il timore è che nelle prossime settimane si possa prediligere l’acquisto di prodotti a lunga conservazione piuttosto che il fresco”.

La difficoltà oggi sta anche nella possibilità di programmare.

“Possiamo solo sperare – conclude Sepe – che a breve qualche spiraglio possa aprirsi. Tutelare la salute ed evitare la diffusione del contagio restano le priorità e ci auguriamo che nel rispetto primario delle norme di sicurezza si riprenda pian piano anche l’attività economica tra qualche settimana”: