Le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard, proseguono.

Ci sono stati alti e bassi da quel 24 febbraio in cui, maledettamente, le comunicazione dei due alpinisti, che hanno scelto di mettersi alla priva con una sfida considerata impossibile, si sono interrotte.

Le difficoltà legate al maltempo.

Quelle connesse ai rapporti tra Pakistan ed India.

Le tensioni che attraversano la contesa regione del Kashmir hanno reso questi giorni di incertezza ancora più pesanti per i familiari, gli amici, i colleghi che non si sono mai arresi.

Così come non si arrendono l’ambasciatore italiano in Pakistan, Stefano Pontecorvo, che aveva ospitato a casa sua Daniele prima di un’altra missione e l’Italia con l’ex capo spedizione Agostino Da Polenza impegnato a tessere rapporti e a risolvere gli ostacoli che man mano si sono presentati.

E che non hanno fatto un passo indietro neanche ieri quando è arrivata la notizia di due sagome rilevate su quella montagna considerata da molti inviolabile.

Lassù a oltre 6000 metri lungo la micidiale parete Diamir, incrodate tra le rocce e i ghiacciai dello Sperone Mummery, l’inviolata via sul Nanga Parbat.

Vette affascinanti ma anche inospitali dove l’uomo si trova a combattere contro se stesso, la fatica, le gelide temperature, il forte vento, neve, slavine ed improvvisi crolli di seracchi.

Vette su cui Daniele ha portato il suo grande cuore unito ad un coraggio e ad un desiderio di lasciare un segno nella storia che lo hanno reso uno degli alpinisti più amati e stimati al mondo.

Mentre nella provincia di Latina, a Sezze, dove Daniele è nato, in Italia e nel mondo si continua a sperare da Ser, un piccolo villaggio alle porte del disperso tra i monti dell’Himalaya ci sono, infatti, tanti bimbi e tante persone che pregano per lui.

Qui Daniele e il gruppo, hanno effettuato, infatti, la seconda tappa dopo l’arrivo in Pakistan.

Qui Daniele e Tom hanno regalato ai bambini e ai ragazzi del villaggio le scarpe portate dall’Italia.

Da qui questi bimbi potranno camminare nel mondo grazie a Daniele e alla sua capacità di donare e amare.