fake news

Io amo la politica, che è bellissima.

I pettegolezzi meno e, ancor meno il giustizialismo che prescinde dalla giustizia.

I mostri mi piacciono nei bestiari, non sui giornali.

Non cerco Caino a tutti i costi, ma penso che siamo tutti Abele e possiamo sbagliare.

Quindi oggi sto dove sono sempre stato, con le garanzie, con il rispetto della dignità contro ogni bisogno di gogna.

Già il bisogno di gogna per difetto di idee, per difetto di dividersi per sogni per aggregarsi per “vendetta sociale”.

Io, caro sindaco, non sono d’accordo con lei per le sue idee, come non lo ero con quelli precedenti, ma credo nella rettitudine di ciascuno.

La critico perché non sono d’accordo, non perché sono più onesto.

Anzi, forse sono decisamente meno “legale” di lei essendo figlio di contadini anarchici, senza legge (mio padre fece la casa abusiva, ne aveva bisogno, e io non mi sottraggo alla mia storia perché sono orgoglioso del mio passato).

Durante la Santa Inquisizione tutti erano rei salvo dimostrare il contrario o abiurare.

In troppi hanno nostalgie di questa barbarie, in troppi tra chi deve raccontare e non vendicare.

Dalla Silvia 2 ad oggi un filo lungo di presunzioni di colpevolezza, di criminalizzazione della banalità.

Questo è un mestiere difficile dove metti in gioco la dignità che è più pesante della limitazione della libertà perché è la considerazione che gli altri hanno di noi.

Triste?

Sì, e non c’è mai una doppia morale.

Se pensi cattivo, ti incattivisci e la cattiveria ti torna su, come i peperoni.

Siamo tutti innocenti, siamo tutti erranti, e voglio combattere sulle idee, perché ne ho, non sulla morale che è assenza di ogni idea e nessuno ne è titolare in esclusiva.

Insomma caro sindaco le resto oppositore di progetto, ma del resto non mi permetto, perchè a tempo perso “so omo”.