lunedì 5 Dicembre 2022

Il giardino di Ninfa aperto al pubblico, tra “favolose rovine” e “un olezzante mare di fiori”

di Laura Barbuscia* – Oggi e domani, sabato 7 e domenica 8 aprile, è possibile visitare lo splendido giardino di Ninfa. “Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezza sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. […] sopra Ninfa si agita un olezzante mare di fiori, ogni parete, ogni muro, ogni chiesa ed ogni casa sono avvolti in un velo d’edera e su tutte le rovine sventolano le bandiere purpuree del dio trionfante della primavera”.

Parole, queste del grande viaggiatore Ferdinando Gregorovius, che paiono melodia più che racconto, scritto nero su bianco nel suo “Passeggiate Romane”, sul finire del 1800. Ninfa è città morta. E’ giardino vivo e splendente. E’ soprattutto poesia. E’ un paradiso terrestre raccontato in versi e prosa , una sorta di “labirinto letterario” fatto di rampicanti, dove poeti e letterati contemporanei hanno trovato pace ed ammirazione.

Fonte di ispirazione per scrittori come Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia e Virginia Woolf, Truman Capote, Tennessee Williams e Bassani, il quale in una parte del giardino, chiamata “la dogana”, ha scritto nel 1962 il celebre romanzo “I giardini dei Finzi-Contini”. Definita la “Pompei del Medioevo” “in verità, questa località è più graziosa della stessa Pompei le cui case si innalzano rigide come mummie tratte fuori dalle ceneri vulcaniche […]”, scrive Gregorovius.

Considerato tra i dieci giardini più belli del mondo, a Doganella di Ninfa, nel comune di Cisterna, c’è un luogo in cui la natura sembra selvaggia, non organizzata dalla mano dell’uomo. C’è un giardino all’inglese, dall’aspetto romantico, realizzato da Gelasio Caetani nel 1921. C’è un giardino attraversato da corsi d’acqua e ruscelli, dove le edere si arrampicano tra le bifore del castello, e i limoni e gli aranci maturano tra i resti della doppia cinta muraria. Al suo interno, negli otto ettari di giardino, ci sono oltre 1.300 specie vegetali che regalano una straordinaria varietà cromatica: cipressi, pini, cedri e pioppi, salici e noci , ippocastani e magnolie, aceri giapponesi, betulle, ciliegi, camelie, cornioli, caprifogli, rose rampicanti e piante tropicali.

Considerato patrimonio dell’umanità dell’Unesco, il giardino che porta il nome Ninfa per omaggiare la dea dell’acqua, rappresenta la perfetta simbiosi tra uomo e natura. Uno spettacolo per gli occhi e per l’anima da visitare almeno una volta nella vita.

Al fine di preservare il suo equilibrio ambientale, l’area verde è aperta al pubblico soltanto in determinati periodi ed in alcune date stabilite e l’ingresso è regolato esclusivamente attraverso visite guidate. La prenotazione è obbligatoria per tutti ed è possibile effettuarla accedendo al sito della Fondazione Caetani attraverso il seguente link:  http://www.fondazionecaetani.org/visita_ninfa.php

*Laura Barbuscia è corsista della seconda edizione del Workshop di Giornalismo Digitale organizzato da Net in Progress e LatinaQuotidiano.it

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