precari vigili del fuoco

Il 25 settembre prossimo anche il comitato provinciale UsbVvf precari vigili del fuoco del comando di Latina parteciperà alla manifestazione organizzata nelle varie città d’Italia per chiedere la stabilizzazione. Nel capoluogo pontino sono 200 le persone che operano nelle emergenze ma non hanno un contratto stabile. L’appuntamento è in piazza Roma.

L’Unione sindacale di base è infatti stanca di aspettare e ha deciso di scendere in piazza per rivendicare per l’ennesima volta la situazione tragica dei precari dei vigili del fuoco sia a livello nazionale sia a livello locale. Si tratta di operatori già formati che sono al servizio del corpo dei vigili del fuoco già da tempo e che, quindi, non hanno bisogno di nulla se non della stabilizzazione più volte promessa da più fazioni politiche.

Era stata inserita dal vecchio governo Renzi nella legge di bilancio del 27 dicembre 2017 e ha caratterizzato anche uno dei punti di spicco della campagna elettorale della Lega di Matteo Salvini. Addirittura la stabilizzazione dei precari era stata annunciata a scaglioni a partire da settembre. Eppure nulla si è mosso.

“La stabilizzazione dei precari – ha detto Giovanni Terella, dal coordinamento nazionale UsbVvf precari – è scritta nei punti del governo, purtroppo però ad oggi non vi è stato il passaggio dalle parole ai fatti. Parliamo di persone che vengono chiamate e sfruttate, e non solo nei casi di grandi catastrofi naturali e non, ma sempre. Usb vigili del fuoco sta dalla parte dei lavoratori a differenza degli altri sindacati confederali che sono contro questa categoria più debole”.

“L’elenco delle persone da assumere – ha spiegato sempre Terella – è uscito dalla separazione dei volontari dei vigili del fuoco, che svolgono questa attività di supporto solo nei casi di emergenza, e i lavoratori precari discontinui che sono in graduatoria nei comandi provinciali e hanno gli stessi doveri e diritti dei colleghi”.

I vigili del fuoco permanenti, inoltre, sono 16000, ma non sono tanti. Gli standard dell’Unione Europea infatti prevedono un vigile del fuoco ogni 1000 abitanti, mentre in Italia si arriva a 1 vigile del fuoco ogni 16000. “La situazione è diventata ormai insostenibile: al corpo nazionale serve personale subito”.

La polemica era riemersa in tutta la sua forza dopo il crollo del ponte di Genova, dove in molti hanno denunciato la mancanza di uomini e mezzi per far fronte a quella emergenza.