sabato 2 Luglio 2022

Il Festival di Sanremo visto con gli occhi di un pontino

Sanremo si illumina, via Matteotti gremita di persone, giornalisti, Vip o solo curiosi, i riflettori d’Italia sono tutti sul Teatro Ariston per la 72sima edizione del Festival della musica italiana.
Per fortuna dei pontini, tra la platea e i dietro le quinte del festival a seguire il tour di gala e il red carpet c’è Gianmurizio Foderaro, giornalista per Radio1 Rai, latinense ora a Sanremo che attraverso i suoi occhi e i suoi aneddoti ci permette di capire, anche se lontani, che aria tira nella piccola città del ponente ligure.
Il primo dettaglio che emerge facendo due chiacchiere con Foderaro è la magia dell’Ariston, un palco apparentemente piccolo ma che, in questa occasione, torna a riempirsi, ma non solo: il lungomare sanremese è pieno di ragazzi. Come per magia tutto ha una vita nuova che dimostra come per l’Italia Sanremo e il suo festival sono davvero importanti. Nonostante la folla non manca l’occhio di riguardo al difficile periodo pandemico e alle norme anti-covid. Moltissimo entusiasmo, voglia di abbracciarsi, ma il clima è anche di massima attenzione alla diffusione dal virus, infatti, non è un segreto che gli artisti, presentatori, staff e pubblico effettuano tamponi ogni 48 ore. Allerta alta da una parte, ma anche voglia di tornare il più possibile alla tranquillità del Festival covid-free. Anche l’orchestra è serratissima, purtroppo molti forfait legati al covid, ma le restrizioni non allentano, soprattutto quando ad essere vicini sul palco sono circa 50 orchestranti. Questa 72°edizione, al contrario della precedente, è composta da palco, pubblico e il terzo incomodo, il covid che influenza tutto e complica un po’ le cose: quest’anno non ci saranno sul palco ospiti internazionali, un festival tutto nostrano, ci saranno spazi ridotti e lo staff del Festival ha dovuto ridisegnare tutti gli spazi nel pieno rispetto delle regole. Gianmaurizio ci fa capire che non è il clima del Sanremo che abbiamo sempre conosciuto, ma decisamente non manca l’entusiasmo, la voglia di cantare e di fare spettacolo.
Covid a parte entriamo nel vivo del festival. Da qualche anno il festival di Sanremo sta vivendo un cambio generazionale. Sul palco tantissimi artisti emergenti, ma molto capaci, che hanno voglia di dare e di fare, giovani che al festival della musica italiana vivono un grande traguardo della loro carriera accanto agli autori e cantanti italiani che sono già tra i “classici”.
Eppure emergenti e big, non sono un mondo così diverso e il taglio non è così netto: Gianmaurizio Foderaro ha intervistato questi “novizi” e ha capito bene che nel loro DNA c’è il cantautorato italiano. Vuoi chiamarli trapper o rapper o chiamarli indie, ma anche i giovani sono cresciuti ascoltando i maestri della musica italiana come De Andrè, Battisti, Goggi, Tenco e Mango, perché sono innamorati dell’arte italiana e non guardano al vecchio o al nuovo. Forse bisogna smetterla di guardare sempre con un occhio critico al nuovo accanto al vecchio, perché quando si fa musica, la bella musica, l’unica cosa che conta per un cantante è il legno del palco, non chi si ha accanto.
Farli stare bene insieme rientra anche nelle capacità del conduttore e in questo Amadeus eccelle, perché è proprio lui a voler includere tutti, giovani e big. Con questa unione il teatro dell’Ariston diventa magicamente il Festival di Sanremo, senza nulla togliere al difficile e pregiato lavoro degli operatori che costruiscono sempre una bellissima scenografia. Sono proprio loro i giovani a piacere tantissimo. Il duo Mahmood – Blanco hanno presentato il brano “Brividi” che è già il pezzo più programmato in radio. Per non parlare di La rappresentante di lista, che per questa seconda volta sul palco dell’Ariston, hanno presentato un brano subito amato dal pubblico. Nei meritevoli di citazione non manca Elisa, da anni una big della musica italiana la favorita per questa edizione.
Il festival di Sanremo, come tutti sanno, non è solo musica, ma spettacolo, intrattenimento, temi sociali ed anche scandalo e azzardo. Andiamo per gradi. Lorena Cesarini, giovanissima attrice italo-senegalese, ormai volto noto nelle serie Netflix, ha portato sul palco di Sanremo un “difficile” monologo sul razzismo. Avranno notato un po’ tutti la tensione di Amadeus durante l’Intervento. Lorena, nel racconto di quegli avvenimenti della sua vita che l’hanno profondamente segnata, episodi di razzismo, di sofferenza personale perché si sentiva diversa solo per il colore della sua pelle, è andata avanti in un discorso lentissimo e lei è palesemente sembrata in difficoltà. Il tema che ha trattato e ogni parola che ha detto è condivisibilissima, nulla da dire: il tema del razzismo è sempre attuale e deve essere affrontato per educare, ma dal punto di vista dello spettacolo Lorena Cesarini era in palla e un’attrice dovrebbe saper trattenere le proprie emozioni e tenere il palcoscenico.
Il rischio più grande è stato l’intervento di Checco Zalone che ha decisamente spaccato l’opinione pubblica, ma Sanremo fa anche questo. Zalone ha fatto Zalone e solo lui può permettersi l’ironia che lo contraddistingue e portarla sul palco. Gli interventi come i suoi fanno discutere sono sempre un po’ al limite: Se da una parte il festival è uno spazio dove fare scandalo, dall’altra regna la certezza che dopo una settimana tornerà tutti come prima. Come i fuochi fatui che brillano per una sera e alla mattina è tutto come prima.
A tenere il palco il palco ci pensa il conduttore: Amadeus, alla sua terza edizione visto che i numeri sono dalla sua, infatti in 5 serate il Festival di Sanremo supera il 50% di shere. Diventa palese parlando con Gianmaurizio che Amadeus, già volto di Rai1, ha la capacità di essere sia il protagonista del palco sia la spalla di Fiorello. E’ la sintesi del giusto equilibrio per essere il conduttore di Sanremo – poi chiacchierando, viene fuori il nome di Fabrizio Frizzi, anche lui volto noto della Rai, a cui fa sempre piacere dedicare un pensiero e un ricordo. Lui avrebbe potuto essere un grande conduttore del Festival.
Il successo quindi è garantito dal conduttore, che diventa sempre più bravo a tenere la platea dell’Ariston, la buona musica e le scelte, a livello di spettacolo, scandalose degli ospiti e dei cantanti. Non dimentichiamo, però, le co-conduttrici in rosa del Festival. Gli organizzatori su questo sono stati impeccabili: per il femminile sono stati scelti vari target per accontentare tutti. Dalle attrici Netflix per i più giovani, ai grandi volti del cinema italiano per i più grandi, ognuna di loro, nel suo, ha tanto da dimostrare.
Veniamo a concludere, anche quest’anno la musica è di alto livello, gli organizzatori, come sempre, guardano alla musica da radio, perché la musica va’ in radio, nonostante l’arrangiamento orchestrale, diventeranno tormentoni che comporranno un altro anno della musica italiana.
Un ringraziamento particolare, va’ fatto a Gianmaurizio Foderaro per la piacevolissima e illuminante chiacchierata.

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