Discarica Civitavecchia

Condannati ad un’eterna discarica.

Sembra essere questo il futuro di Latina e provincia nonché del resto della Regione Lazio.

Il territorio pontino continua a subire la dittatura dell’emergenza della Capitale.

Lo fa con una classe politica che sembra essere perennemente distratta a tutti i livelli istituzionali da quelli comunali, vedi il caso di Coletta & Co., sulla discarica di Montello, alla provincia per arrivare ai rappresentanti istituzionali in Regione.

Dall’agro pontino si alza la voce e si annuncia o barricate, peccato che restino vincolate allo spazio di comunicati stampa che nulla aggiungono e nulla tolgono rispetto alla gestione di un servizio fondamentale per i territori.

I cittadini, ma anche gli operatori del settore, assistono ad un caos che affonda le radici anche nell’assenza di regole certe entro le quali muoversi.

Manca, infatti, un piano di gestione dei rifiuti aggiornato, e la cornice di regole chiare e non interpretabili che consentano di comprendere chi debba fare cosa e, soprattutto, dove sia consentito.

Una giungla che agevola la condanna alle discariche in perenne sopra elevazione e le servitù che schiacciano i cittadini bombardati da notizie sempre più preoccupanti sul fronte di inquinamenti accertati e da accertare.

Nel mezzo restano le responsabilità di chi avrebbe dovuto decidere e non lo ha fatto, come la regione Lazio, di chi vorrebbe decidere a non può farlo, Comuni e Provincia, e di chi potrebbe investire ma non ne ha la possibilità, le imprese.

E su tutto regna la discrezionalità di qualcuno che ha il potere di decidere.

Il tutto condito dalla gestione di un settore, come i rifiuti, che in tanto caos si è trasformato nel trampolino di lancio per nuovi avventori del mondo della politica, che utilizzano un servizio per farsi propaganda cercando di allargare la propria portata anche oltre i singoli territori di riferimento.

E chi avrà la capacità di trovare una soluzione che entrerà nelle maglie dei cittadini troverà un volano anche sotto il profilo elettorale.

La mancanza di regole non agevola la legalità e questo dovrebbe essere il primo caposaldo su cui ogni decisione in materia, non ne è esente neanche il piano rifiuti, deve essere assunta.

L’emergenza dei rifiuti si può contrastare e risolvere solo se si gestisce fuori dal compendio degli slogan che colpiscono l’emotività dei cittadini ma con regole chiare, trasparenti e coraggiose che sappiano far leva sulla scienza, la tecnologia e la conoscenza che sole possono dare un risultato concreto.

Nel frattempo noi navighiamo nell’immondizia.