lunedì 30 Gennaio 2023

Il decreto Conte chiude i ristoranti alle 18. Fazzone: “Scelta da rivedere, si rischia l’emergenza sociale”

“Trovo incomprensibile, ingiustificato e per molti versi vergognoso il decreto della presidenza del consiglio dei ministri che, a partire da oggi, impone la chiusura dei ristoranti alle 18. Personalmente non ho contezza di infezioni o focolai nei ristoranti. I titolari si sono mossi con prudenza e soprattutto hanno rispettato le linee guida. Soprattutto si sono adeguati alle regole riguardanti il distanziamento sociale. Hanno investito sul loro rilancio e hanno diritto di lavorare”.

Questo il commento del senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Lazio, Claudio Fazzone, alle nuove misure restrittive introdotte dal Governo Conte ed entrate in vigore da oggi 26 ottobre 2020.

Misure dettate, stando quanto affermato nel corso dell’illustrazione da parte del presidente Conte, dall’esigenza di ridurre la curva epidemiologica ed evitare di arrivare ad un lockdown che il sistema Italia non potrebbe sopportare.

Eppure questo decreto colpisce settori, a partire da quello della ristorazione e dell’indotto, nonchè dell’industria del benessere, e della cultura che sono tra i pilastri dell’economia italiana. 

“Il Governo forse pensa che i contagi siano partiti da queste attività? Ci sono prove scientifiche? Non si è pensato che il problema principale è nei mezzi pubblici? Il problema dell’impennata dei contagi andrebbe ricercato da altre parti. A Roma, nel Lazio, come altrove autobus urbani ed extraurbani, metropolitane, treni locali – continua Fazzone – sono stracolmi di persone ammassate. Non c’è il rispetto del distanziamento sociale, in particolare all’ingresso e all’uscita dalle scuole. E poi perché chiudere alle 18? Il Governo pensa che il Covid si trasmetta a partire da quell’orario? “.

Tutti elementi che avvalorano la tesi di molti secondo cui siamo di fronte ad un lockdown mascherato.

“I ristoranti vivono con la cena. Costringere i titolari ad abbassare le saracinesche alle 18 significa toglierli almeno il 70% dei loro introiti. E’ una scelta assurda e priva di senso. Non comprendiamo quale sia la ‘ratio’ che ha spinto il governo ad emanare ulteriori restrizioni ad un settore di grande importanza per l’economia delle nostre città. Il premier Conte è consapevole che condannerà alla chiusura dell’attività – conclude Fazzone – decine di migliaia di imprenditori e costringerà i loro dipendenti a cercarsi un altro lavoro? Il Governo torni sui propri passi e cancelli le scelte fatte che rischiano di provocare danni irreparabili a questo settore con conseguenze drammatiche sul piano sociale”.

 

Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

CORRELATI

spot_img
spot_img