Prima settimana della cosiddetta Fase 2 trascorsa tra qualche tentennamento, alcune fughe in avanti, tanta voglia di tornare alla normalità, o meglio, a quella che sarà la nuova normalità.

Perchè, in effetti, tra mascherine e guanti, disinfettanti e distanziamento, per arrivare alla normalità, intesa come quello che c’era prima, ci vorrà ancora moltissimo tempo.

Una settimana in cui c’è stato tanto timore per alcuni, soprattutto quelli che sono dovuti tornare nelle fabbriche a suon di termoscanner, tanto entusiasmo per altri, quelli che volevano godersi una camminata, una passeggiata, un giro al parco.

In questi giorni ho visto tantissime persone immortalate negli scatti pubblicati sui social che andavano al mare, che riempivano le pinete.

Ho visto bimbi che sgambettavano felici sulle biciclette e il ritorno dei ciclisti sulle strade.

Ho visto persone acquistare fiori al mercato o parlare tra di loro.

Li ho visti con le mascherine indosso, a distanza di sicurezza, con i guanti.

Ho visto responsabilità nella maggior parte dei casi e, qualche eccezione. Ma ho visto soprattutto la rabbia con cui sui social ci si scaglia contro chi deraglia rispetto alle regole.

Fermo restando che sono dell’idea che non si tratti di un libera tutti.

Che penso che questo virus ci farà penare ancora molto e che se continuano ad essere presi sotto gamba comportamenti indispensabili, per tutelare la nostra vita e quella di chi è più fragile, nonchè per evitare di tornare a vedere camion carichi di bare, che in città spettrali per la quarantena portano via i corpi delle vittime, avremo fallito tutti come comunità.

Credo anche che tanto livore e rabbia non porti da nessuna parte. responsabilità significa non aggredire ma invitare chi non rispetta le regole a farlo.

Il tutto senza ergerci ad inutili sceriffi. Abbiamo dimostrare di essere in grado di non perdere fiducia, come comunità, o questa fase di ripartenza sarà in salita, per tutti.

Facciamo un selfie e sorridiamo aiuta sicuramente di più.